Il sindaco Italo Falcomatà

Sono trascorsi 10 anni dalla scomparsa di Italo Falcomatà, il sindaco della primavera di Reggio.
Il “professore” è scomparso l’11 dicembre 2001, a pochi mesi dalla terza vittoria alle amministrative.
Reggio ricorda il suo sindaco con nostalgia perché è stato l’uomo che ha caratterizzato un periodo in cui la politica si faceva tra la gente e per la gente. Docente di storia contemporanea all’istituto tecnico “Panella”, alla facoltà di Scienze politiche di Messina e all’università per stranieri di Reggio, Italo Falcomatà era stato eletto consigliere comunale nel 1980 con il Partito comunista Italiano. Il 28 novembre 1993, il primo consiglio comunale dopo la bufera di tangentopoli, lo ha eletto sindaco della sua città, confermato nelle elezioni dell’aprile 1997 quando ha avuto la meglio sul candidato del Polo delle Libertà Antonino Monorchio. Ed è in quel periodo che Falcomatà, tra mille difficoltà e senza la maggioranza in Consiglio comuanale, è riuscito a sbloccare i fondi del “Decreto Reggio”, indispensabili per il rilancio della città dello Stretto. Nell’aprile 2001, per la terza volta, i reggini gli conferirono il mandato di sindaco. Il “professore” ottenne il 56% dei voti contro il candidato di Alleanza Nazionale Antonio Franco. Pochi mesi, ma una terribile malattia non gli consentì di portare a termine il suo progetto. Una leucemia fulminante lo ha strappato alla sua famiglia e alla sua città. La stessa città che, con lui, è riuscita a rialzare la testa a pochi anni dalla seconda guerra di mafia e dalla tangentopoli che, a colpi di indagini giudiziarie e con le dichiarazioni dell’ex sindaco Titti Licandro, aveva praticamente decapitato la classe politica reggina.
Ostacolato dall’opposizione e, spesso, anche dalla sua stessa maggioranza, Falcomatà era stato più volte minacciato di morte dalle cosche. Lo testimoniano le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno saltato il fosso qualche anno dopo la sua scomparsa, ma anche gli attentati subiti nella sua abitazione e non a Palazzo San Giorgio.
Un sindaco che, per le cose che faceva e per il modo con cui affrontava i problemi della città, era allo stesso tempo amato dai reggini e odiato dai suoi detrattori.  
Nel decimo anniversario della sua scomparsa, il partito dei Comunisti Italiani ha organizzato stamattina una breve commemorazione alla stele a lui intitola sul lungomare.
Sono trascorsi 10 anni che, per il Pdci, sono sufficienti per tracciare un bilancio ed evidenziare «l’enorme differenza che esiste tra il periodo in cui la città era governata da Italo Falcomatà  e quello successivo con sindaco Scopelliti che all’insegna di un tanto decantato “modello Reggio” consegna alla città e ai cittadini un enorme indebitamento finanziario ancora tutto in gran parte da scoprire e identificare e un abbassamento generale della qualità dei servizi e della vivibilità della città».
E alle 18.30, infine, è prevista nella Chiesa San Filippo e Giacomo, a Piazza Sant'Agostino,  una messa in ricordo di Italo alla quale seguirà il Concerto della Concert Band di Melicucco.


11/12/2011 11:54
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