“È uno scippo”. Cosenza scende in piazza a difesa dell’Annunziata
In duecento in piazza Kennedy. No alla desertificazione della medicina del territorio, la città “ha bisogno di un nuovo nosocomio”

COSENZA “È uno scippo”. Dal palchetto installato a Piazza Kennedy arriva forte il coro di chi non accetta passivamente una sentenza senza appello. Sono circa duecento i partecipanti. L’ospedale a Rende non s’ha da fare e Cosenza non può rimanere inerme dinanzi alla decisione di costruire il nuovo nosocomio al di là del Campagnano. Sindacati, associazioni, comitati spontanei, parlamentari e amministratori si compattano in un’assemblea pubblica ch marcia in direzione ostinata e contraria rispetto al progetto di “desertificazione della medicina territoriale voluta dal governatore”.
Il primo cittadino di Cosenza, Franz Caruso ribadisce il proprio no alla realizzazione del policlinico universitario nel cuore del Campus, di Arcavacata se questo si traduce in un declassamento dell’ospedale Annunziata. “A Cosenza l’ospedale c’è, ma ne serve uno nuovo. È necessario, è una presenza identitaria”.

Dal palco i membri del comitato spontaneo mandano messaggi a Sandro Principe, sindaco di Rende, che siede allo stesso tavolo del governatore della Calabria Roberto Occhiuto e del Rettore dell’Unical Gianluigi Greco. Il destino dell’Annunziata non è segnato, non diventerà una struttura di Serie B.

Per Anna Laura Orrico, parlamentare del M5S, “non c’è ad oggi nessun decreto che sancisca l’istituzione della azienda universitaria ospedaliera e non è dato sapere che fine ha fatto il finanziamento mancante necessario a realizzare il nosocomio, dove sono le risorse?”.

Orrico insiste: “Non esiste un piano di medicina territoriale, non sono contraria all’idea di coniugare ricerca e assistenza ai malati, ma manca tutto il resto”. La parlamentare pentastellata chiede quale sia il futuro del Mariano Santo e quale quello dell’Annunziata. Qual è la visione strategica?”. Domande, che per Orrico, “resteranno senza risposte”.(f.b.)