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“Uno, nessuno e centomila”: a Cosenza il Pirandello di Cauteruccio

COSENZA È “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello il secondo titolo della stagione di prosa  del Teatro “Rendano”,  curata dalla responsabile artistica Isabel Russinova, e che andrà in scena…

Pubblicato il: 10/01/2012 – 15:38
“Uno, nessuno e centomila”: a Cosenza il Pirandello di Cauteruccio

COSENZA È “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello il secondo titolo della stagione di prosa  del Teatro “Rendano”,  curata dalla responsabile artistica Isabel Russinova, e che andrà in scena questa sera (ore 20,30) e, in replica, domani, 11 gennaio, (sempre alle ore 20,30). Il nuovo allestimento del testo pirandelliano, che può essere considerato una sintesi di tutta l’opera del drammaturgo siciliano, è prodotto dalla Compagnia “Krypton” di Firenze ed è firmata dal regista cosentino Giancarlo Cauteruccio che torna nella sua città d’origine e al “Rendano” dopo il trionfo tributato allo spettacolo, alla “Pergola” di Firenze, da circa quattromila spettatori, tanti quanti hanno avuto modo di applaudirlo nelle cinque sere di permanenza, nel marzo dello scorso anno, nel teatro fiorentino. Cauteruccio affronta per la prima volta la scrittura pirandelliana, scegliendo un romanzo e non una scrittura teatrale, grazie anche all’adattamento che ne ha fatto Giuseppe Manfridi. L’interprete principale è Fulvio Cauteruccio nel ruolo di Vitangelo Moscarda, il giovane banchiere siciliano, protagonista del romanzo pirandelliano, che tenta di ricostruire la sua esistenza affrancandola dai condizionamenti imposti dalle convenzioni, alla ricerca del vero sé, possibile solo attraverso un atto di libertà. Lo affiancano sul palcoscenico Monica Bauco (nel ruolo dell’amante Anna Rosa) e la giovane attrice Laura Bandelloni (la moglie Dida). Gli altri ruoli sono presenze incorporee, le voci off di Irene Barbugli, Roberto Gioffré, Riccardo Naldini, Carlo Salvador e Tommaso Taddei. L’idea registica evidenzia la tematica del fallimento esistenziale e Giancarlo Cauteruccio vira la messinscena verso Samuel Beckett, l’autore-guida del suo teatro negli ultimi venti anni. La scena, firmata da Loris Giancola, è un luogo metafisico abitato da voci e oggetti. Fulvio Cauteruccio si muove in un labirinto di sedie dislocate su una scala-altare in cima a cui troneggia, immersa in un buco fino alla vita, il suo alter ego, Anna Rosa, molto prossima alla Winnie di “Giorni felici” di Beckett. Dida è una giovane donna che Manfridi descrive come un «simulacro di erotica mondanità». La discesa nel profondo del protagonista, la sua lucida follia, il suo parlare pensato lo conducono alla totale dissipazione di sé, e l’immagine finale dello spettacolo lo vede interrato fino al collo. Ad officiare tutto il rito c’è uno specchio, occhio indagatore, che diviene simbolo dell’indeterminatezza della realtà. La storia dell’ ”umoristico antieroe della modernità”, viaggio amaro ed ironico dentro l’animo umano e la pena di vivere, da molti definito il «romanzo della solitudine dell’uomo», fornisce l’occasione ai fratelli Cauteruccio di far convergere in quest’opera tutta la visionarietà, la fisicità, il rapporto tra corpo e spazio che negli anni hanno analizzato e sviluppato nelle più diverse direzioni, ricomponendo in qualche modo la coppia di Hamm e Clov di “Finale di partita”. La “prima” di “Uno, nessuno e centomila” al “Rendano” di Cosenza sarà preceduta da due importanti appuntamenti. Oggi, alle ore 18, Giancarlo e Fulvio Cauteruccio, e gli altri attori della compagnia “Krypton” incontreranno il pubblico e la stampa, assieme alla responsabile artistica della stagione di prosa Isabel Russinova, nella buvette del “Rendano” per la consueta chiacchierata informale che precederà la “prima” dello spettacolo. E poi si va in scena.

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