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La nostra risposta alla replica di Marchese

Preg.mo sig.direttore.Con riferimento all’articolo pubblicato sul suo giornale in data 25 gennaio 2012 dal titolo“A Cosenza una scuola di fotografia. La dirigerà un pistoiese.” a firma di un non me…

Pubblicato il: 27/01/2012 – 12:38
La nostra risposta alla replica di Marchese

Preg.mo sig.direttore.
Con riferimento all’articolo pubblicato sul suo giornale in data 25 gennaio 2012 dal titolo
“A Cosenza una scuola di fotografia. La dirigerà un pistoiese.” a firma di un non meglio qualificato E.F. mi permetta di osservare quanto segue.
Conosco Mario Occhiuto da oltre trent’anni, un lasso di tempo che – come ben comprenderà – mi ha posto in condizione di apprezzarne forse meglio di altri prima le doti umane poi quelle professionali e credo che per Mario sia stata la stessa cosa.
Ne consegue che la mia candidatura di cui il signor E.F. scrive  non ha rappresentato altro che un modesto contributo verso una persona che ho ritenuto più che valida ad amministrare questa città e, le confesso, soprattutto dopo aver attentamente valutato l’operato delle passate amministrazioni a cui, la vostra testata sembra essere molto vicina.
Mi chiedo e le chiedo come  il fantomatico signor E.F. abbia potuto dipingermi – con il suo malconcio pennello – come un Occhiuto-boy, al pari di un biscotto di una nota marca! Forse questo dovrebbe spiegarlo prima ai lettori poi al sottoscritto visto che non ne esistono i presupposti, neanche più l’età a dire il vero: boy a quarantatre anni suonati sembra un po’eccessivo…
Ma la cosa più simpatica è la totale ingenuità del povero E.F. che bene avrebbe fatto ad informarsi meglio sulla mia persona e le spiego anche il perché.
Il sottoscritto avvocato infatti non ha ricevuto nessun incarico, diciamo così, risarcitorio per la sua candidatura, né ne ha mai chiesti in verità.
La mia candidatura ha rappresentato qualcosa di diverso rispetto a ciò a cui il signor  E.F. evidentemente è abituato: la sua valenza è stata ben lungi dal baratto a cui voleva alludere in modo tanto grossolano il suo cronista, aveva un significato molto più profondo.
La cosa che però mi ha fatto sorridere di più è stata la dichiarata malizia del signor E.F. nel lasciare intendere che nella mia nomina a presidente della neonata associazione Assocultura ci fosse proprio lo zampino del Sindaco di Cosenza.
Non si può non osservare come il suo cronista rappresenti il lato peggiore del giornalismo, quello che non prevede criteri meritocratici ma solo raccomandazioni o, peggio ancora, imposizioni!
Non è che per caso il signor E.F. scrive sul suo giornale proprio perchè raccomandato da qualcuno?
Chiudo questa mia doverosa replica con la seguente osservazione: non me ne voglia caro E.F. ma con gente della sua levatura la nostra città non credo possa guardare al futuro con serenità.  E lo sa perché? Perché attraverso il delicato strumento della parola  insinua il dubbio, giudica, polemizza  e neanche con simpatia ma con l’arroganza del saccente non con l’abilità di chi si abbevera alla fonte della conoscenza.
Mi sarebbe piaciuto che E.F. avesse evidenziato i lati positivi, fosse stato propositivo, avesse lanciato idee che avrebbero certamente funzionato da sponda.
La sua cosentinità non mi interessa, egregio anonimo cronista che si nasconde dietro una sigla…la mia è diversa, fatta di proposizioni positive atte, almeno nelle intenzioni, a far crescere questa città magari, e questo proprio non è riuscito a coglierlo, utilizzando  personaggi di spicco nella speranza che riescano a catalizzare l’attenzione sulla nostra città proiettandola sul palcoscenico mondiale.
E.F. avrebbe potuto esprimere la sua opinione sulla nascita di assocultura, informarsi di cosa si tratta, perchè rappresenta un momento di proposizione importante per la città, per la provincia di Cosenza e per la Calabria intera; purtroppo vedo che la cosa proprio non la interessa almeno non tanto quanto gli scoop assolutamente privi di fondamento e davvero banali come banale è stato il suo pensiero che non condivido ma che ho l’obbligo di rispettare.. Sig. direttore porti i miei saluti all’amico E. ugenio F. uria.                 
Mariano Marchese
Pres. Assocultura

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La risposta (in ritardo) dell`avvocato Marchese è forse dettata dal seguito che la notizia sta avendo sui social network, tra le forze fresche della città che si sentono per l`ennesima volta scavalcate dal nome di grido; ed era esattamente questo il senso del pezzo (non a caso sottolineato nel titolo), non l`elezione di Marchese al vertice di Assocultura né il suo cursus honorum. L`attempato avvocato – così va bene? – mi fa un complimento quando parla di «scoop», perché in realtà la notizia – come è anche specificato nell`articolo – è, molto più modestamente, un approfondimento dei quotidiani (una delle mie personali “fonti di conoscenza”!).
Marchese allega una rassegna stampa sul fotografo Aurelio Amendola – è il professionista che dovrebbe dirigere la nascitura Scuola di fotografia cosentina – come se dovesse convincerci che non è il primo arrivato. Ci mancherebbe.
Ritiene un`offesa l`espressione «Occhiuto-boy» ma forse è un «Occhiuto-child» visto che vanta una conoscenza più che trentennale col sindaco. Poi, replicando a una cosa che non ho scritto ma che lui desume dal pezzo, dice: «La mia candidatura ha rappresentato qualcosa di diverso rispetto a ciò cui il signor E.F. è evidentemente abituato: la sua valenza è stata ben lungi dal baratto». Parla addirittura, lui e non io, di «incarico risarcitorio», ma nessuno ha mai fatto riferimento a quello né a un «baratto». La malizia è negli occhi di chi guarda.
Accetto tutti gli epiteti (e non minaccio querele solo per non parlare la lingua dei politici): «grossolano», «banale», «arrogante», pittore dal «malconcio pennello» (qui si vede l`amore di Marchese per l`arte), «malizioso», «povero», «non meglio qualificato», «saccente», «fantomatico», «lato peggiore del giornalismo», «ingenuo» e «raccomandato»; ma non quello di «anonimo» o vigliacco per il fatto di nascondermi «dietro una sigla». Per un semplice motivo: un uomo di cultura come Marchese dovrebbe sapere che una cosa è lo pseudonimo (quello, sì, a volte può essere uno schermo dietro il quale nascondersi) un`altra è la sigla (da cui risalire, proprio come fa lui nell`ultima riga, all`autore).
PS. Attendiamo con ansia qualche cosentino tra i «personaggi di spicco che riescano a catalizzare l`attenzione sulla nostra città proiettandola sul palcoscenico mondiale». Buon lavoro.
E. F.

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