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«Basta correnti, più spazio ai giovani»

CATANZARO «Conosco Salvatore da molti anni, abbiamo condiviso gli studi superiori e tanti interessi culturali: sono stato onorato che abbia chiesto a me di dirigere la difficile campagna elettorale…

Pubblicato il: 11/08/2012 – 11:34
«Basta correnti, più spazio ai giovani»

CATANZARO «Conosco Salvatore da molti anni, abbiamo condiviso gli studi superiori e tanti interessi culturali: sono stato onorato che abbia chiesto a me di dirigere la difficile campagna elettorale del 2011 per insediare un giovane sindaco a Catanzaro, e la strada da percorrere non è certo terminata»: lo scrive Carlo Mazzei, responsabile organizzazione nazionale Run (Rete universitaria nazionale) ed ex coordinatore della campagna elettorale “Salvatore Scalzo Sindaco” per commentare il “manifesto politico” proposto da Scalzo nei giorni scorsi.
«Alla Calabria – nota Mazzei – mancano programmi e progetti per riscattare la nostra condizione di regione “povera”, “arretrata”, per costruire una economia sana e libera dall’azione delle organizzazioni criminali, per consentire una occupazione che permetta di trattenere in questa regione operai e laureati, per promuovere un turismo sostenibile fatto di attenzione per il territorio e di valorizzazione delle enormi potenzialità inespresse. Per realizzare tutto ciò questa nostra terra può contare sulla volontà di tanti amministratori locali, sull’impegno di cittadini che si sono associati, sulla forza dei militanti di partito, ma non su una classe dirigente provinciale e regionale all’altezza delle grandi sfide che abbiamo davanti».
Secondo Mazzei, «oggi, questa nostra Calabria manca di una “classe dirigente” autorevole, ovvero manca di partiti politici forti e credibili, capaci di aggregare competenze e di elaborare programmi d’azione culturale e amministrativa; manca di una imprenditoria indipendente e sufficientemente organizzata per reclamare sviluppo e non protezione; manca di apparati della pubblica amministrazione autenticamente mossi da obiettivi di lungo termine; manca di una classe docente consapevole delle gravi responsabilità che ha nei confronti delle future generazioni. E quindi, la nostra è una crisi “di sistema”, una crisi dalla quale non si esce se non con un’azione pratica ed insieme culturale da dispiegarsi su tempi medio – lunghi, ma che necessita dell’azione congiunta del meglio delle vecchie e delle nuove generazioni. Perché questa nostra desolata regione ha anche enormi risorse umane, culturali e professionali che non devono disperdersi, ma devono organizzarsi per rifondare ogni campo della nostra società al fine di costruire un futuro che non sia la stanca riproposizione del passato e del presente, fatti di emigrazione, cinismo, disillusione».
Di qui l`analisi politica: «E allora, la prima responsabilità del Partito democratico calabrese è quello di affidarsi ad ogni livello a donne e uomini consapevoli della difficoltà della sfida del cambiamento e del progresso “per tutta la società” e capaci di riunire insieme l’impegno civile dei cittadini, il senso della politica alta di quanti non concepiscono il proprio ruolo ai soli fini dell’autoconservazione e la competenza di quanti operano con impegno e fatica nelle professioni, nell’imprenditoria e nella pubblica amministrazione in modo libero e trasparente».
Poi la proposta di Mazzei: il Pd è invitato «ad aprire un vasto confronto sul futuro di questa nostra regione e sul suo ruolo, sulle risorse umane a disposizione e sulle modalità per operare in un patto che unisca la nostra generazione, quella dei trentenni, con quelle precedenti. Un grande partito progressista non si misura solo in termini di consensi elettorali, ma anche in termini di soluzioni che sa offrire ai cittadini per superare l’attuale dura crisi economica e per rendere l’impegno di ogni cittadino calabrese utile a sé stesso ma anche alla società intera. C’è necessità, quindi, di nuove regole che garantiscano trasparenza e limpidità di chi è delegato (momentaneamente) a “governare il partito”, di maggiore coinvolgimento degli iscritti e dei cittadini per l’assunzione delle scelte, di indirizzo collettivo nell’attività quotidiana che svolgono gli amministratori ad ogni livello (da quello comunale a quello provinciale, regionale e nazionale). C’è soprattutto bisogno – conclude Mazzei – di un confronto non più basato sui personalismi e le correnti, ma sulle idee e i progetti da mettere al servizio della nostra regione e dei suoi cittadini. Perché il nostro compito non è di sopravvivere a noi stessi, ma di costruire le condizioni per il progresso economico, lavorativo e sociale della nostra terra».

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