Il Pd verso la scelta dei candidati
COSENZA Almeno a parole, la soluzione trovata al Nazareno mette d’accordo tutti. Primarie invocavano i dirigenti del Pd calabrese, e primarie saranno. La decisione è stata presa al termine dell’incon…

COSENZA Almeno a parole, la soluzione trovata al Nazareno mette d’accordo tutti. Primarie invocavano i dirigenti del Pd calabrese, e primarie saranno. La decisione è stata presa al termine dell’incontro a Roma tra il leader Pier Luigi Bersani e i segretari regionali del partito. Se le elezioni, come è più che probabile, si svolgeranno il 17 febbraio, la consultazione sarà convocata il 29-30 dicembre. Sarà la direzione nazionale del partito, fissata per lunedì prossimo, a definire nel dettaglio il regolamento e il percorso da seguire. Una nota diffusa oggi dalla segretaria puntualizza che il voto «sarà riservato agli iscritti al Pd e ai votanti alle primarie del 25 novembre che al momento del voto si dichiarino elettori del Pd». Quanto all`elettorato passivo, ovvero alle proposte su come formare le liste, il comunicato spiega che «saranno gli organi territoriali e gli iscritti a selezionare i candidati da sottoporre alle primarie». Per essere candidati non sarà però necessario essere iscritti al partito. Inoltre, per chi ha già ricoperto più di tre mandati (e la norma riguarda da vicino alcuni parlamentari calabresi), sarà necessario chiedere una speciale deroga agli organismi dirigenti. L`iniziativa del Pd è stata immediatamente fatta propria anche da Sel che, ha annunciato il numero uno del movimento Nichi Vendola, organizzerà le proprie primarie negli stessi giorni di quelle del partito di Bersani.
Non manca qualche mugugno. Soprattutto tra i renziani, che mettono le mani avanti in vista della direzione del partito di lunedì: «Se ci si deve dichiarare elettori del Pd al momento del voto, tanto vale aprire la platea a chiunque, anche a chi non ha votato alle primarie. Perché mettere vincoli alla partecipazione?», si chiedono diversi esponenti dei comitati calabresi a sostegno del sindaco di Firenze.
Le perplessità che pure ci sono non scalfiscono la soddisfazione del commissario del Pd calabrese Alfredo D’Attorre: «Possiamo dire senza timore di essere smentiti che è passata la linea su cui in Calabria si era trovata un’ampia convergenza. I tempi sono molto stretti ma c’è la possibilità di dare una rappresentanza appropriata a tutte le province calabresi e per favorire la presenza di donne nella nostre liste. Ciò che dovremo cercare di ottenere è un giusto mix tra radicamento e competenze». Tutti buoni propositi, ma tra i vari big del partito, più o meno sottovoce, ci si chiede se anche questa volta sarà possibile superare un esame di democrazia senza prestare il fianco a code velenose.