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La denuncia

Carcere di Vibo Valentia, nuova aggressione a un agente: il Sappe chiede interventi urgenti

E’ quanto afferma il segretario provinciale del Sappe, Gianpiero Greco

Pubblicato il: 05/07/2026 – 22:00
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Carcere di Vibo Valentia, nuova aggressione a un agente: il Sappe chiede interventi urgenti

VIBO VALENTIA “Nella giornata di ieri si è verificata l’ennesima aggressione ai danni di un appartenente al corpo di Polizia penitenziaria. Un detenuto del reparto di riprovazione sociale, affetto da problematiche psichiatriche e di difficile gestione, durante il rientro dei detenuti dalla saletta della socialità, intorno alle ore 18:30, ha sferrato diversi pugni al volto di un agente. Il poliziotto è stato trasportato al Pronto Soccorso, dove gli sono stati diagnosticati sette giorni di prognosi; successivamente è stato affidato al reparto di Otorinolaringoiatria per gli ulteriori accertamenti clinici necessari”, è quanto afferma il segretario provinciale del Sappe, Gianpiero Greco. L’episodio conferma, ancora una volta, come il personale di Polizia penitenziaria sia quotidianamente esposto a gravi rischi per la propria incolumità fisica durante l’espletamento del servizio. Per il Sappe è ormai improcrastinabile un intervento serio e concreto da parte dell’Amministrazione penitenziaria, volto a garantire la sicurezza del personale e la tutela della sua integrità fisica. “I detenuti responsabili di gravi episodi di violenza devono essere immediatamente trasferiti presso istituti idonei alla loro gestione”, sottolinea Greco. “Allo stesso tempo, la costante presenza di persone detenute con disturbi psichiatrici in strutture non adeguatamente attrezzate e prive delle necessarie risorse specialistiche rende il lavoro del personale sempre più complesso e meno efficace”. Il sindacato evidenzia inoltre la necessità di colmare le carenze strutturali e organizzative nella gestione dei detenuti con patologie psichiatriche. Attualmente, infatti, il peso della gestione ricade principalmente sul personale di Polizia penitenziaria e sugli operatori dell’istituto che, pur operando con professionalità e spirito di sacrificio, dispongono di risorse insufficienti per affrontare situazioni così delicate. Nonostante ciò, continuano quotidianamente a fare tutto il possibile per evitare che questi soggetti possano arrecare danno a sé stessi o ad altre persone. “Il clima che si respira negli istituti penitenziari è di forte preoccupazione, anche alla luce dei gravi fatti verificatisi recentemente presso la Casa circondariale di Enna – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario nazionale. Gli appartenenti alla Polizia penitenziaria continuano ogni giorno a entrare in servizio con coraggio, senso del dovere, onore e rispetto delle istituzioni, mettendo a rischio la propria incolumità. Non arretrano, non si voltano dall’altra parte e intervengono sempre in prima linea per garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, ma le istituzioni devono rendersi conto che si ouonoiu andare avanti così. Bisogna deflazionare gli istituti, perché abbiamo 15000 detenuti in più rispetto ai posti previsti, quindi più misure alternative al carcere, cominciando dai tossicodipendenti. Fuori i malati psichiatrici che in carcere non vengono curati adeguatamente e creano problemi di ordine e sicurezza. Per il Sappe è giunto il momento che l’Amministrazione assuma decisioni concrete e risolutive. “Il personale di Polizia penitenziaria non può più essere lasciato solo. Servono misure immediate per garantire condizioni di lavoro sicure, una gestione adeguata dei detenuti maggiormente problematici e una reale tutela di chi, ogni giorno, assicura la legalità all’interno delle carceri italiane“.

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