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Test rubati all`università, chiuse le indagini

Chiuse le indagini sul furto dei plichi contenenti i test di ammissione alla facoltà di Medicina dell`università Magna Graecia di Catanzaro. Il sostituto procuratore Paolo Petrolo contesta a 21 indag…

Pubblicato il: 12/12/2012 – 18:54
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Test rubati all`università, chiuse le indagini

Chiuse le indagini sul furto dei plichi contenenti i test di ammissione alla facoltà di Medicina dell`università Magna Graecia di Catanzaro. Il sostituto procuratore Paolo Petrolo contesta a 21 indagati le accuse di peculato, falsità ideologica e ricettazione. L’inchiesta fu avviata nel settembre del 2007 dopo che l’allora rettore dell’Università, Francesco Saverio Costanzo, presentò alla Procura di Catanzaro un esposto per denunciare la manomissione dei plichi in cui erano contenuti i test di ammissione alle facoltà di Medicina e chirurgia. Gli investigatori dell`Arma seguirono a ritroso il percorso delle buste sigillate contenenti i test, che, partite dall`istituto Cineca di Bologna, arrivarono nel giro di ventiquattr`ore a Catanzaro. Verificata la correttezza delle procedure in Emilia Romagna, si puntò quindi l`attenzione su quanto accaduto in Calabria; i plichi, consegnati dall`ateneo Magna Graecia e sottoposti a sequestro giudiziario, furono inviati per esami di laboratorio al Ris di Messina. Gli esperti della scientifica riuscirono a trovare un`impronta digitale attribuita a Valter Mancuso, l’addetto alle pulizie dell’Università. Nel prosieguo delle indagini gli inquirenti arrivarono a ipotizzare un vero e proprio sistema che si sarebbe protratto negli anni. Un modus operandi consolidato nel tempo a partire almeno dal 2005 quando vennero sottratti i test di ingresso al corso in Professioni sanitarie. Ma non solo i test. L’attività illecita scoperta dagli inquirenti riguardava anche gli esami scritti. Mancuso imfatti che riceveva i compiti dai docenti per effettuare le fotocopie provvedeva a fornire in anticipo a soggetti “a lui vicini” le domande.
Il 15 marzo del 2010 un`ordinanza del gip Tiziana Macrì aveva portato in carcere Valter Mancuso addetto alle pulizie dell’Università e Antonio Cuteri assistente tecnico addetto alle aule arrestati già in passato nell’ambito di una prima tranche dell’inchiesta. Gli arresti domiciliari erano stati concessi invece a Giuseppe La Rocca e Patrizia Scandale addetti alla vigilanza e studenti ed a Manuela Costanzo studentessa. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per: Raffaele Moniaci addetto alla vigilanza e studente; Caterina Rosselli, studentessa; Daniela Sacco addetta alla vigilanza e studentessa; Alba Assunta Valle studentessa; Saveria Lamanna addetta alla vigilanza; Vincenzo Laudadio studente; Lucia Muraca studentessa; Loredana Grieco studentessa; Emanuele Critelli mediatore della consegna di test ad Antonietta Occhiuto; Alessandro Parentela impiegato dell’Ateneo; Davide Ricciardi studente; Daniela Corabi studentessa; Giuseppe Inguì presidente dell’Associazione nazionale carabinieri, alla quale è delegato il servizio di vigilanza nei locali dell’ateneo. Nessuna misura era, invece, stata inflitta a Pasquale e Pierfrancesco Mellace.
Mancuso, per il solo furto compiuto nel 2007, è già stato condannato in appello a due anni e quattro mesi. Sempre per lo stesso episodio in primo grado è stato condannato Antonio Cuteri, alla pena di tre anni e nove mesi.
Dopo la notifica della chiusura delle indagini i 21 indagati hanno venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere sentiti.

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