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Arcea, futuro incerto

CATANZARO Finisce nel tritacarne delle inadempienze dimostrate dalla Regione l`Arcea. L`agenzia per l`erogazione in agricoltura, infatti, non ha più risorse disponibili per assicurare neppure il pa…

Pubblicato il: 19/12/2012 – 18:14
Arcea, futuro incerto

CATANZARO Finisce nel tritacarne delle inadempienze dimostrate dalla Regione l`Arcea. L`agenzia per l`erogazione in agricoltura, infatti, non ha più risorse disponibili per assicurare neppure il pagamento degli stipendi dei propri lavoratori. Una situazione che per il prossimo anno rischia di precipitare. È quanto sostengono i dipendenti dell`ente strumentale della Regione in una lettera indirizzata tra l`altro al governatore, Giuseppe Scopelliti, all`assessore regionale all`Agricoltura, Michele Trematerra e al commissario straordinario dell`Arcea, Raffaele Cesario. «Sarà una chiusura d’anno difficile per l’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura e per i suoi dipendenti – si legge nella missiva – che, proprio nel periodo in cui è richiesto loro il maggior sforzo per il raggiungimento degli obiettivi annuali di spesa, non riceveranno la tredicesima mensilità e le retribuzioni accessorie. Ma, soprattutto, si profilano serie incertezze per il proseguimento delle attività della stessa Arcea, definita da più parti una struttura d’eccellenza, che, nell’attuale periodo di crisi economica, ha finora garantito la regolarità nella erogazione dei contributi europei, consentendo la sopravvivenza delle aziende agricole calabresi e dei loro dipendenti». Secondo quanto riportato nella lettera la causa di questa situazione sarebbe «da imputarsi alla Regione Calabria che non ha provveduto al trasferimento del contributo necessario a far funzionare l’Agenzia per l’anno 2012 e si accinge ad approvare, col bilancio di previsione 2013, uno stanziamento del tutto insufficiente ad assicurare la prosecuzione delle ordinarie attività istituzionali e la sostenibilità finanziaria dell’Ente nel breve periodo». I lavoratori ricordano che l`Arcea ha garantito nel corso della propria attività «circa 450 milioni di euro» a favore di «150mila soggetti operanti in Calabria». Per questo i dipendenti si dichiarano non disponibili ad «assistere passivamente allo svuotamento di risorse in atto». Da qui la decisione adottata nell’assemblea del 13 dicembre 2012, di proclamare, di concerto con le Organizzazioni sindacali, lo stato di agitazione permanente di tutto il personale  a causa anche, scrivono, della «gravissima situazione finanziaria in cui versa l’Ente, che sta causando l’impossibilità di fare fronte al pagamento degli stipendi e dei fornitori. Bisognerebbe ricordare – attaccano – all’intera classe politica e amministrativa regionale che proprio nelle ore in cui con questa legge di bilancio si sta determinando di fatto la chiusura dell’Arcea e la sospensione di ogni attività per impossibilità di assumere nuovi impegni, i dipendenti dell’Agenzia dovrebbero erogare a migliaia di aziende oltre 90 milioni di euro tra fondi del Programma di sviluppo rurale e della domanda unica, profilandosi uno scenario drammatico e un grave danno per l’intero settore agricolo calabrese».

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