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Catanzaro “luogo sicuro” per i Pesce

Catanzaro si scopre rifugio degli uomini del clan Pesce di Rosarno. Una particolarità su cui gli inquirenti hanno puntato i riflettori da tempo. Domenico Leotta non è il primo boss della Piana a sceg…

Pubblicato il: 02/02/2013 – 12:57
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Catanzaro “luogo sicuro” per i Pesce

Catanzaro si scopre rifugio degli uomini del clan Pesce di Rosarno. Una particolarità su cui gli inquirenti hanno puntato i riflettori da tempo. Domenico Leotta non è il primo boss della Piana a scegliere i “Tre colli” per la sua latitanza. Identica scelta era stata fatta da Domenico Arena, anche lui uomo di vertice della cosca Pesce. I carabinieri del Ros il 22 luglio scorso fecero irruzione in un appartamento sul lungomare del quartiere Lido. Una latitanza dorata per Arena. Una casa dotata di ogni comfort, quinto piano con vista mare e aria condizionata. Non solo sullo stesso pianerottolo della casa occupata dal boss latitante, c`era anche lo studio legale del suo avvocato. La sua latitanza finì con gli applausi di circa trecento turisti che si congratularono con i militari dell`Arma. Un episodio che sembrava dover rimanere isolato. E, invece, l`arresto di ieri sera conferma che i Pesce consideravano Catanzaro un luogo sicuro, almeno più della loro Rosarno. Lo avevano capito anche gli investigatori che da mesi avevano concentrato la loro ricerca proprio nel capoluogo. Leotta avrebbe affittato l`appartamento in cui è stato trovato dalla Squadra Mobile grazie a un documento falso. La proprietaria di casa non avrebbe avuto alcun sospetto. E così il boss ha vissuto a due passi dagli uffici della Regione Calabria. Il lavoro degli inquirenti, però, è tutt`altro che terminato. L`obiettivo adesso è capire perché il capoluogo sia diventato tanto attraente per gli uomini della cosca rosarnese e soprattutto svelare se abbiano potuto contare su una rete di insospettabili fiancheggiatori.

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