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Reggio, confiscati beni per 20 milioni di euro, tra cui noti alberghi e ristoranti

REGGIO CALABRIA C`è anche il famoso ristorante “L`Arca di Joli” tra i beni confiscati a Francesco Gregorio Quattrone, l`imprenditore reggino di 56 anni in passato coinvolto (e poi prosciolto dal gup)…

Pubblicato il: 19/09/2013 – 11:26
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Reggio, confiscati beni per 20 milioni di euro, tra cui noti alberghi e ristoranti

REGGIO CALABRIA C`è anche il famoso ristorante “L`Arca di Joli” tra i beni confiscati a Francesco Gregorio Quattrone, l`imprenditore reggino di 56 anni in passato coinvolto (e poi prosciolto dal gup) nella maxi-inchiesta “Olimpia” perché ritenuto vicino alla famiglia mafiosa Libri.
Ammonta complessivamente a 20 milioni di euro il valore dei beni confiscati dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio che ha accolto la richiesta della Procura distrettuale in seguito alle indagini patrimoniali della Direzione investigativa antimafia.
In particolare, gli uomini del colonnello Gianfranco Ardizzone hanno confiscato 59 unità immobiliari e produttive tra cui il patrimonio aziendale della ditta “L’Arca di Joli” nella frazione di Gallina (ricomprendente il noto ristorante, l`albergo omonimo, la pizzeria “Unicità” e la sala ricevimenti con annessa ampia area giardino esterna “Luxury Ridge”), vastissimi appezzamenti di terreno agricolo per un’estensione di oltre 360mila metri quadri, 16 fabbricati, due conti correnti societari ed una polizza assicurativa.
I beni sottoposti a confisca, saranno amministrati, come prevedono le nuove disposizioni del codice antimafia, da personale dell’Agenzia dei beni confiscati che garantirà la prosecuzione delle attività aziendali.
Nel 2000 su disposizione della Corte D`Appello, l`imprenditore Quattrone era stato già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.
Di lui hanno parlato diversi collaboratori di giustizia (Giovanni Riggio, Giuseppe Calabrò, Antonino Rodà, Antonino Gullì e Paolo Iannò) che hanno rilasciato ai magistrati dichiarazioni convergenti circa la sua vicinanza ai Libri. In sostanza tutti hanno indicato Quattrone come uno dei “referenti”, negli anni 90, della famiglia mafiosa di don Mico Libri nel “locale” di Gallina.
Nell`ottobre 2010, inoltre, il gip di Reggio su richiesta della Procura aveva emesso nei confronti di Quattrone un`ordinanza di custodia cautelare in carcere nell`ambito dell`inchiesta “Entourage” condotta dalla Dia. Ritenuto anche in questa indagine come organico alla cosca Libri, Francesco Gregorio Quattrone è stato scarcerato poco dopo dal Tribunale della Libertà per insufficienza dei gravi indizi di colpevolezza.
Gli accertamenti patrimoniali della Dia, però, hanno consentito alla Direzione distrettuale antimafia di ricostruire in modo certosino il complesso dei beni mobili ed immobili e dei beni aziendali riconducibili al Quattrone per il quale è emersa una manifesta sproporzione tra i modesti redditi dichiarati dall’imprenditore e del suo nucleo familiare in rapporto all’ingentissimo patrimonio aziendale e personale sequestrato nel maggip 2012.
«L’intero patrimonio sequestrato al Quattrone e al suo nucleo familiare – si legge infatti nel decreto di eseguito oggi -, in quanto formato in virtù di risorse provenienti da un’attività costituita con ricchezza illecita, deve essere confiscato».

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