Iiritano: «L’entusiasmo di chi è qui per la prima volta e i tanti giovani alla guida delle aziende»
Nelle parole del dg del Dipartimento regionale Agricoltura due segnali del successo dello stand Calabria

MILANO Ben 133 aziende per un TuttoFood da record, come ha detto l’assessore Gallo. «Sì, da record in crescita anche rispetto ai numeri elevatissimi dell’anno scorso, dopo aver sforato l’anno scorso il 100 con 102, quest’anno siamo cresciuti del 30%»: concorda Giuseppe Iiritano, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari della Regione Calabria, e gongola per il risultato invidiabile – l’ennesimo – e con un impatto nazionale.
«È una cosa bellissima – aggiunge –, basta fare un giro tra le aziende, tra chi arriva e partecipa per la prima volta ed è entusiasta: sono passate poche ore dall’inizio ma posso dire che è già un successo. Si tratta di aziende spesso medio-piccole che hanno difficoltà a proporsi su mercati nazionali e internazionali, però notiamo che ci sono molti giovani alla guida e quindi questo è un buon segnale per il futuro».
E se si parla anche della logistica, della necessità di dare risalto alle eccellenze anche sulla leva dei trasporti e quindi migliorare il trasporto delle merce e delle nostre straordinarie tipicità, Iiritano concorda che «questo è uno dei tanti problemi che ha l’agricoltura in questo momento, non solo l’agricoltura calabrese ma tutta l’agricoltura europea: ci sono difficoltà – ammette – non solo sulla logistica ma anche difficoltà indirette legate alla chiusura dello stretto di Hormuz», mentre «il costo dei fertilizzanti è salito notevolmente, e noi stiamo cercando anche in fase di negoziazione un regime specifico per aiutare le imprese europee in questo momento particolarmente complesso».
E dunque, nonostante l’export della Calabria sia assolutamente sempre positivo, questi venti di guerra continuano a spaventare un po’ per le proiezioni future? «Quello che le aziende ci dicono – risponde il dg – è la difficoltà a mantenere l’utile perché i costi di produzione crescono notevolmente, quindi una risposta può essere questa: puntare sulla qualità anche a prezzi medio-alti perché la qualità costa, però bisogna farla conoscere altrimenti non c’è mercato». (redazione@corrierecal.it)
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