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WHY NOT | la Cassazione assolve Loiero e Chiaravalloti

CATANZARO La Cassazione ha assolto stasera dall`accusa di abuso d`ufficio gli ex presidenti della Regione Calabria Agazio Loiero del centrosinistra e Giuseppe Chiaravalloti del centrodestra nell`ambi…

Pubblicato il: 02/10/2013 – 21:41
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WHY NOT | la Cassazione assolve Loiero e Chiaravalloti

CATANZARO La Cassazione ha assolto stasera dall`accusa di abuso d`ufficio gli ex presidenti della Regione Calabria Agazio Loiero del centrosinistra e Giuseppe Chiaravalloti del centrodestra nell`ambito del filone principale del processo “Why not” del quale ben poco è rimasto in piedi dopo questo verdetto. L`indagine nata nel 2006 e condotta dall`allora pm Luigi De Magistris oggi sindaco di Napoli portò alla caduta del secondo governo di Romano Prodi.
In particolare la Sesta sezione penale della Cassazione – discostandosi dalle richieste della Procura che aveva chiesto la conferma del verdetto della Corte di Appello di Catanzaro del 27 gennaio 2012 – ha annullato del tutto la condanna a un anno di reclusione per Loiero (assolto in primo grado) e il suo braccio destro Nicola Durante con la formula “per non aver commesso il fatto”. Per quanto riguarda Chiaravalloti (assolto in primo grado), i supremi giudici hanno annullato senza rinvio la prescrizione pronunciata in appello quando la Procura per lui aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi.
Per la Cassazione era “inammissibile” l`appello proposto dal pm contro l`assoluzione di Chiaravalloti. Per quanto riguarda Antonio Saladino, imprenditore ed ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria, la Cassazione ha disposto, anche nei confronti di Giuseppe Lillo, l`annullamento con rinvio della condanna per associazione a delinquere e l`annullamento senza rinvio in relazione ad alcuni capi d`accusa dichiarati estinti per prescrizione. Saladino e Lillo avevano le condanne più pesanti, rispettivamente tre anni e dieci mesi, e due anni. La Cassazione, inoltre, ha assolto Francesco Saladino con la formula “perché il fatto non sussiste”, in appello gli erano stati inflitti 4 mesi di reclusione. Per Antonio La Chinia i supremi giudici hanno dichiarato l`annullamento senza rinvio per non aver commesso il fatto in relazione a un capo di imputazione (il numero 6), e hanno rinviato per la rideterminazione della pena in relazione ai capi 3, 7 e 6. Nel resto il suo ricorso è stato rigettato, quindi una parte della condanna (pari a un anno e 9 mesi) è stata confermata ma è da ricalcolare nell`entità. Con riferimento alla condanna a un anno per Rinaldo Scopelliti, la Cassazione l`ha confermata disponendo solo l`esclusione dal verdetto di primo grado dell`accusa di peculato. (0090)

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