La resa dei conti
COSENZA Quando i conti rischiano di non tornare, le stanze della burocrazia vanno in fibrillazione. Succede all’Asp di Cosenza, attesa a fine anno da una scadenza importante: la verifica degli obiett…

COSENZA Quando i conti rischiano di non tornare, le stanze della burocrazia vanno in fibrillazione. Succede all’Asp di Cosenza, attesa a fine anno da una scadenza importante: la verifica degli obiettivi di bilancio. Sarebbe un passaggio scontato, se la sanità non fosse quella calabrese e se i suoi fatti non si mescolassero anche con gli equilibri politici nostrani. E invece, nel bilancio di previsione, il direttore generale Gianfranco Scarpelli aveva annunciato un trionfale pareggio di bilancio, mentre le ultime verifiche effettuate dal dipartimento Sanità avrebbero dimostrato che la bilancia dei conti tende ancora verso il “rosso”. Un bel guaio, perché, spulciando la normativa, si scopre che un discostamento robusto dagli obiettivi prefissati potrebbe anche costare il posto al manager. Dunque, ci si appresta alla fine dell’anno con un punto interrogativo che lampeggia sugli uffici di via Alimena. Ma non è tutto.
La questione - accade sempre quando si ragiona di sanità – ha anche un livello politico. Nessuno, nei due “nuovi” partiti del centrodestra ha in mente, almeno per il momento, di far saltare un’alleanza che garantisce una solida maggioranza alla Regione. Ma i leader di Forza Italia e Ncd si contano e contano il peso specifico dei due movimenti nelle postazioni strategiche dell’amministrazione pubblica regionale. Ieri vi abbiamo raccontato dell’accelerazione dei berluscones, che reclamano altri due posti nella giunta regionale (e avrebbero messo gli occhi sugli assessorati all’Ambiente e alle Attività produttive). Analoghe richieste potrebbero giungere per le poltrone di sottogoverno. Ed è (anche) di questo che si discute nelle cene che accompagnano la nascita della nuova creatura del Cavaliere nel Cosentino.
Non sfugge a nessuno che, oggi, il governo della sanità sia in mano ai due vertici del vecchio Pdl calabrese. Secondo una perfetta spartizione, Scopelliti ha tenuto per sé l’Azienda ospedaliera, nominando il fidato Paolo Maria Gangemi, mentre Tonino Gentile (ex vicecoordinatore regionale pidiellino) ha mantenuto il controllo sull’Azienda sanitaria provinciale, guidata dall’altrettanto fidato Gianfranco Scarpelli. Ed entrambi gli sponsor politici si sono spesi per difendere i prescelti davanti alle difficoltà che si sono presentate – specie sotto forma di inchieste giudiziarie – negli ultimi tre anni. Bene, le prossime settimane potrebbero essere molto delicate, tra le stanze dell’Asp. Raggiungere l’obiettivo annunciato nel bilancio di previsione non sarà facile, e un discostamente significativo dal pareggio potrebbe significare – a rigor di normativa – la rimozione del direttore generale. A quel punto, Gentile dovrà difendere la sua postazione. Non tanto dagli attacchi dell’opposizione – che sull’Asp non è mai stata tenera –, quanto dalle pressioni forziste, che faranno pesare sul piatto il numero dei consiglieri regionali di riferimento e il fresco ingresso dei fratelli Occhiuto. La questione è brutalmente semplice: perché tutte le postazioni dovrebbero restare in quota al “piccolo” (rispetto a Forza Italia) Ncd? Qualcuno avrà il compito non facile di rispondere a questa domanda. (0020)