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Porto di Scalea, il Consiglio di Stato boccia il progetto

SCALEA «Il Consiglio di Stato (Quarta Sezione) ha messo la parola fine al progetto del porto turistico di Scalea». Lo comunica, con una nota, Teresa Liguori, vicepresidente di Italia che rivendica …

Pubblicato il: 21/07/2014 – 15:01
Porto di Scalea, il Consiglio di Stato boccia il progetto

SCALEA «Il Consiglio di Stato (Quarta Sezione) ha messo la parola fine al progetto del porto turistico di Scalea». Lo comunica, con una nota, Teresa Liguori, vicepresidente di Italia che rivendica il risultato di essere riusciti «a bloccare un’opera che sarebbe stata altamente distruttiva per il paesaggio a causa dell’enorme impatto ambientale che essa comportava sia sulla erosione della costa che sull’intero paesaggio, dovendo sorgere intorno al sito archeologico e storico di Torre Talao a Scalea, e prevedendo anche la deviazione di due corsi d’acqua». «Italia Nostra – ricostruisce la storia la presidente dell’associazione – aveva impugnato la Valutazione d’impatto ambientale rilasciata dalla Regione Calabria evidenziando le problematiche legate al dissesto idrogeologico. Dal progetto definivo, infatti, era letteralmente scomparso il canale Sallegrino per il quale l’Autorità di bacino regionale, in un parere rilasciato nel corso dell’iter amministrativo, ne aveva prescritto la deviazione a nord del porto, imponendo anche la realizzazione di una serie di studi per prevedere, in futuro, l’andamento delle acque». Mentre, sottolinea la Liguori, «né la deviazione, né gli studi idrogeologici sono stati approntati. Successivamente Italia Nostra, avendo appreso che nel frattempo tutto il procedimento amministrativo si era concluso con il rilascio dell’autorizzazione finale, ha proposto un ricorso per motivi aggiunti». Inoltre, stando ai rilievi di Italia Nostra l’opera stava per essere realizzata in «totale difformità del progetto definitivo rispetto al preliminare elaborato nel 2002 dal prof. De Girolamo». Da qui la battaglia legale avviata dall’associazione ambientalista scaturita nella sentenza del Consiglio di Stato del 14 luglio 2014. «In particolare – si legga ancora nella nota di Italia Nostra – la sentenza sottolinea come l’aumento dei posti barca, giustificato dai costruttori con valutazioni di tipo economico, non può certo giustificare un abbattimento dei valori ambientali nel contesto dei quali deve inserirsi l’opera e che non possono assolutamente essere sacrificati, in particolare in relazione agli aspetti di tutela dell’assetto idrogeologico delle aree poste a ridosso della zona portuale interessate dall’attraversamento di due corsi d’acqua (canale Sallegrino e canale Tirello) a rischio inondazione che sarebbero stati “deviati”». (0090)

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