Ultimo aggiornamento alle 23:01
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

«Nessuno mi ha detto che non sono più il commissario»

REGGIO CALABRIA Il momento della nomina del nuovo commissario al Piano di rientro si avvicina. E l’ex governatore Giuseppe Scopelliti non ha ancora accettato l’idea di non poter decidere il destino…

Pubblicato il: 23/07/2014 – 9:48
«Nessuno mi ha detto che non sono più il commissario»

REGGIO CALABRIA Il momento della nomina del nuovo commissario al Piano di rientro si avvicina. E l’ex governatore Giuseppe Scopelliti non ha ancora accettato l’idea di non poter decidere il destino della sanità calabrese: «Finora nessuno mi ha detto che non sono più il commissario». Certo, ci sarebbe quella nota che considera irricevibili gli ultimi tre decreti firmati fuori tempo massimo, ma l’ha firmata Francesco Bevere, direttore generale del ministero della Salute, «e io sono stato nominato dal Consiglio dei ministri: non può essere un dg a dire che i miei atti sono illegittimi». C’è pure il parere richiesto dal subcommissario Luciano Pezzi all’Avvocatura di Stato per stoppare quei documenti, ma «Pezzi non aveva la potestà per chiedere quel parere». Insomma, Scopelliti continua ad averne per tutti. La sindrome da accerchiamento c’era prima e c’è pure adesso. Anzi, svestiti i panni istituzionali, l’ex presidente della giunta regionale può parlare più liberamente: «Fino a qualche settimana fa ricevevo la posta da parte del subcommissario e del ministero». Come dire: io ero ancora il riferimento istituzionale, il commissario alla sanità.
Ma questa è soltanto la premessa per la seconda parte del ragionamento. Peppe non comanda più le sorti della Salute calabrese, ma vorrebbe dire la sua su chi lo farà in futuro. Torniamo così alla nomina vicina e ai boatos che si rincorrono nelle stanze calabresi del potere. C’è grande fibrillazione, da quando si parla di un governo pronto ad virare verso la nomina di un commissario di area pd. Per questo Scopelliti invoca la nomina «di un nuovo commissario che non disperda i risultati raggiunti negli ultimi quattro anni» e spiega che «questo governo mostra indifferenza, e c’è soltanto Beatrice Lorenzin che prova a opporsi ad alcune scelte politiche». La richiesta è chiara: «Il prossimo commissario sia un tecnico, non un politico». E chissà se il tentativo è quello di costruire l’identikit di Andrea Urbani, attuale subcommissario che sarebbe molto gradito al centrodestra scopellitiano. Di certo, l’ex presidente ha anche un compito da affidare al suo successore: dovrà portare avanti quei decreti che Bevere ha bloccato benché sono «importanti»: il riordino dei Centri trasfusionali, la riorganizzazione degli ospedali psichiatrici giudiziari. Per non trascurare il caos attorno alla Fondazione Campanella, una di quelle cose che la gestione Scopelliti non può esattamente inserire nell’elenco dei risultati acquisiti.
Nelle medaglie postume, invece, l’ex governatore inserisce «lo sblocco del turn over, che potrebbe arrivare a breve, i 43 milioni di premialità e la cancellazione della tassazione aggiuntiva per i calabresi dopo il miglioramento dei conti». La sanità ha «bilanci in ordine, conti a posto e un disavanzo di soli 30 milioni. Abbiamo cancellato un buco di un miliardo e 441 milioni di euro». Detto con orgoglio davanti a un’audience assai meno folta che in passato. (0020)

 

p. p. p.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x