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«Ho sempre fatto quello che, da donna, non si aspettavano da me»

LAMEZIA TERME «Ho sempre fatto quello che la gente non si aspettava da me come donna: la scienziata, lo sport, la difesa di chi non ha voce, contro gerarchie di cui in tanti hanno smisurato rispett…

Pubblicato il: 20/08/2014 – 10:37
«Ho sempre fatto quello che, da donna, non si aspettavano da me»

LAMEZIA TERME «Ho sempre fatto quello che la gente non si aspettava da me come donna: la scienziata, lo sport, la difesa di chi non ha voce, contro gerarchie di cui in tanti hanno smisurato rispetto. Non per la mia gloria, ma perché quello mi sembrava la cosa più giusta per me e per i valori che ho imparato dalla mia terra. Una sfrontatezza che, consapevole, avrei pagato a mie spese». Questa è la dedica che Sandra Savaglio lascerà a Montalcino in occasione del premio Casato Prime Donne 2014, che le verrà consegnato domenica 14 settembre prossimo. Un riconoscimento ai suoi meriti di scienziata ( 160 pubblicazioni nelle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, come Nature e Astrophysical Journal) e al suo coraggio civile, sono alla base della scelta della giuria del premio Casato Prime Donne composta da Francesca Cinelli Colombini (presidente), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione. Decisione pienamente condivisa dalla cantina Casato Prime Donne, la prima in Italia con un organico interamente in rosa, che organizza il premio. Sandra Savaglio è un cervello che torna, è anzi “il cervello” che torna visto che, nel 2004, Time le dedicò la copertina facendone il simbolo delle star della scienza che lasciavano l’Europa. Un esempio per l’universo femminile ma anche e soprattutto per il mondo scientifico italiano. Dopo 23 anni nei maggiori istituti di ricerca astrofisica del mondo, e un gran numero di scoperte sulle galassie lontane e quelle che ospitano esplosioni di raggi gamma oltre che sull’arricchimento di elementi pesanti del cosmo alla ricerca dell’origine dell’universo, Sandra Savaglio, in autunno lascerà il Max-Planck Institute di Garching in Germania, per diventare professore ordinario all’Università della Calabria a Cosenza. La procedura “per chiamata diretta” con cui è stata riportata in Italia, è lo strumento, per la verità ancora poco usato e laborioso, che la Ministro Stefania Giannini sostiene con forza per innalzare il livello della ricerca nell’insegnamento. «Sono convinta che le singole università debbano chiamare in totale autonomia chi vogliono, rispettando gli standard internazionali», ha detto la Giannini a Fiesole nel maggio scorso. Sarà poi la verifica dei risultati a dire chi punta in alto oppure chi continua a favorire parenti o convenienze secondo un sistema a cui la Ministro «per dirla brutalmente, taglierò i soldi».
Il ritorno di Sandra Savaglio in Italia è dunque un segno del cambiamento in atto e una boccata di ossigeno per chi guarda con speranza al futuro del Paese. La Savaglio andrà a insegnare in un ateneo nato nel 1972 sulle colline di Arcavacata, nell’area urbana di Cosenza, e cresciuto rapidamente in dimensione e qualità didattica fino a piazzarsi stabilmente al secondo posto nella classifica Censis, delle Università italiane di medie dimensioni (20-40.000 studenti). Le sue strutture progettate da Pica Ciamarra, Zacchiroli, Gregotti e Martensson, sono l’immagine tangibile delle grandi ambizioni dell’ateneo. Una scommessa del rettore Gino Crisci ma anche e soprattutto per Sandra Savaglio che lascia il maggior polo europeo dell’astrofisica e si aspetta «di avere a disposizione delle risorse umane (ovvero studenti e giovani ricercatori), e per quello non c’è crisi economica che regga» perché «in Calabria le risorse umane nel campo della ricerca scientifica su cui la regione investe spesso alimentano importanti istituti di ricerca stranieri, con un limitato ritorno per l’Italia. Questo è un danno immenso per il paese». Una richiesta che il premio Casato Prime Donne sostiene nell’interesse della formazione scientifica italiana e del futuro dei giovani, affinché la scelta di Sandra Savaglio sia duratura e possibilmente seguita da altri.

 

Albo d’oro delle Vincitrici del premio Casato Prime Donne
2004 – Kerry Kennedy diritti umani
2005 – Congregazione delle Missionarie del S. Cuore di Gesù
2006 – Volontarie del Telefono Rosa
2007 – FrancesMayes , scrittrice
2008 – Josefa Idem, atleta olimpionica
2009 – Ilaria Capua – virologa Deputata al Parlamento italiano
2010 – Samantha Cristoforetti, astronauta
2011 – Carla Fendi, stilista e mecenate della cultura
2012 – Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace e attuale ministro degli Affari regionali
2013 – Linda Laura Sabbadini Dirigente ISTAT autrice indagini sulla violenza sulle donne

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