Un’eredità inattesa, un ritorno alle radici e la scoperta di sé. Il romanzo di Marinella Vitale – VIDEO
Un’eredità lasciatale da una baronessa calabrese sconosciuta la conduce in un viaggio tra segreti di famiglia, memorie dolorose e antichi legami

Il romanzo d’esordio che non ti aspetti: trama potente, stile deciso e coinvolgente, temi che rivelano una grande sensibilità personale oltre ad una profonda conoscenza delle dinamiche sociali ed umane. L’autrice è Marinella Vitale con il suo “La vita sa essere dolce” edito da Iride. Docente di materie letterarie, Vitale è al suo terzo lavoro dopo l’esordio con una silloge poetica e l’ardita – oltre che molto ben riuscita – pubblicazione di una rivisitazione della Divina Commedia di Dante in chiave contemporanea.
Francesca Cundari è un’avvocata che lavora a Milano. Una telefonata inattesa — l’annuncio di un’eredità lasciatale da una sconosciuta baronessa calabrese — apre un nuovo capitolo della sua vita che finirà per incrinare molte delle sue certezze. Decide di tornare in Calabria affrontando un viaggio che non sarà soltanto uno spostamento geografico, ma una discesa nelle profondità della memoria, nelle zone d’ombra della storia familiare e in quelle ferite personali che il tempo non ha mai sanato fino in fondo.
Il pregio maggiore del romanzo risiede proprio in questa duplice natura: da una parte il gusto del racconto quasi investigativo, con segreti, documenti, verità sommerse e antichi legami; dall’altra una scrittura che si concede spesso il piacere del ricordo, del paesaggio interiore, della nostalgia. La Calabria di Marinella Vitale non è semplice sfondo narrativo, ma presenza viva, quasi personaggio autonomo: terra di ulivi millenari, mare avvolgente, tradizioni, ferite storiche e radici che continuano a chiamare anche chi crede di essersene allontanato per sempre.
Francesca è una protagonista credibile perché fragile. Porta dentro lutti antichi, insicurezze, delusioni, perfino esperienze traumatiche che la costringono a ridefinire sé stessa. La sua evoluzione è uno degli aspetti più riusciti del libro: non assistiamo semplicemente alla scoperta di una verità familiare, ma alla lenta ricostruzione di una donna che impara a guardarsi con occhi nuovi.
Accanto alla dimensione privata e sentimentale, l’autrice introduce temi sociali di forte impatto: il peso storico dell’emigrazione meridionale, il tema degli immigrati e della loro condizione, le ferite lasciate dalla criminalità organizzata e le dinamiche di abuso legate ai rapporti di potere. Elementi che conferiscono al romanzo maggiore profondità civile, trasformando la vicenda personale della protagonista in uno specchio di questioni collettive ancora aperte. La vita sa essere dolce è, in conclusione, un romanzo sul ritorno ai luoghi delle origini, alla verità, a sé stessi. E suggerisce una convinzione semplice ma profonda: anche dopo il dolore, la vita può ancora sorprendere con inattese forme di dolcezza.