Risorse umane
Rischiavamo di perdere dalla Calabria la bambina che guardava il cielo e poi è diventata – forza della volontà – la scienziata che ha al suo attivo oltre centosessanta pubblicazioni sulle più pres…
Rischiavamo di perdere dalla Calabria la bambina che guardava il cielo e poi è diventata – forza della volontà – la scienziata che ha al suo attivo oltre centosessanta pubblicazioni sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. Adesso Sandra Savaglio – di Marano Marchesato, non di Parigi, ma di un piccolo centro alle porte di Cosenza – che era finita sulla copertina di Time dieci anni fa, l’astrofisica-scienziata delle stelle è riuscita a tornare tra i banchi di quella che è stata la sua Università – Arcavacata – ma stavolta da docente, dopo essere passata per i migliori atenei d’Europa e di America. «Da noi ci sono migliori risorse umane», aveva detto qualche anno fa. Adesso avrà modo di verificarlo anche perché lei – Sandra da Marano – non ha problemi a trovare dove insegnare a “parlare con le stelle”.
Una risorsa umana – e chissà quante altre ce ne saranno, per grazia di Dio – è stata scoperta alla periferia di Catanzaro, da Giulia Veltri. Si chiama Diego Fasano, ha 41 anni, una laurea in Giurisprudenza, con alcuni idoli nella testa, che non sono Carnelutti, un tempo, o Coppi, oggi. Sono Adriano Olivetti e Steve Jobs, chapeau! E infatti, dopo qualche anno di rodaggio e di grande impegno, è riuscito a costituire una delle aziende informatiche e più prestigiose d’Europa e del mondo. Infatti il mister Steve Jobs di casa nostra vende software in Messico, Canada e Israele. Con lui ha una squadra di 15 ingegneri informatici, tutti calabresi. Ma nei fatti di cosa si occupa? La sua azienda sviluppa software nei campi della sicurezza e della sanità. Quanto alla sicurezza realizza programmi per il mondo della sorveglianza (oggi molto in uso un po’ dappertutto nel Paese). La sua azienda non solo registra – ma analizza anche – il contenuto delle immagini.
Vengono da Catanzaro, per esempio, le telecamere sistemate agli aeroporti di Linate e di Malpensa, quelle che il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha voluto per le strade della sua città. Con il suo software, si possono riconoscere i volti delle persone anche per consentire – quando è necessario – alla polizia di intervenire, sia in casi negativi che positivi. E non solo questo. Pur restio, per riservatezza a parlare, non ha potuto non rivelare che la sua azienda è stata la prima in Europa che è stata capace
di inventare la cartella clinica informatica su Ipad, con l’ospedale Niguarda di Milano. Nel 2013, su mille espositori alla fiera mondiale della sicurezza di Londra, Diego Fa- sano, con alcuni suoi collaboratori, era l’unico presente. Si poteva far sfuggire la Apple uno scienziato-ingegnoso come il nostro? Certo che no. Infatti, Fasano collabora con la regina delle nuove tecnologie, ma è riuscito anche a instaurare rapporti commerciali con il Messico, il centro e il nord America. Tanto di cappello. E tutto questo da Catanzaro Lido. Man mano che la discussione è andata avanti, Diego Fasano svela la sua innata passione per l’informatica fin da quando era piccolo e di aver iniziato con un Commodore 64. A casa – quando l’informatica non era esplosa – gli consigliarono Giurisprudenza, si è laureato, ma lui, imparata l’arte l’ha messa da parte. Più che con toghe e codici, liti e controversie, aveva in testa i programmi informatici. E a poco a poco, è riuscito a costituire una piccola azienda di software. Non aveva ancora un telefono, men che meno uno smartphone, e telefonava per piazzare il frutto del suo lavoro da una cabina telefonica di Lido. Ed è proprio qui che c’è – onore al merito – la nostra piccola Silicon Valley dove la quale lavorano sedici ingegneri informatici e si sviluppa la parte della ricerca, indispensabile a proseguire il lavoro che è in continuo divenire. Renzi lo sa? Dalla ricerca alla commercializzazione il passo non è stato breve. In qualche anno ha aperto anche una sede a Milano, dove – anno dopo anno – ha assunto una trentina di persone, che si occupano dei contatti e dei contratti di vendita col mondo intero.
Diego Fasano è convinto – e visti i risultati non gli si può non credere – che in Calabria ci sono competenze informatiche di tutto rispetto che provengono dalla facoltà di Ingegneria dell’Università della Calabria di Arcavacata, di cui la nostra regione non ha ancora piena consapevolezza. È vero ci sono i senza lavoro, i neet, ma anche quelli che si applicano per riuscire nella vita e non per ap- pendere al muro la pergamena. E quelli che, nell’intento di raggiungere la vetta della laurea – convinti di non dover attendere interventi esterni, ma di scarpinare alla ricerca del lavoro – raggiungono lo scopo, perché – ha detto il nostro Jobs – sono pronti a qualsiasi sacrificio e a mettere la passione indispensabile per aver successo. L’abnegazione è un altro fatto indispensabile. Ed il bello qual è? Che, la sua azienda – che ha voluto chiamare “Connexxa” – lavora solo con i privati, italiani, europei, americani. Non ha legami con politici, un po’ per scelta, un po’ perché non può consentirsi ritardi nei pagamenti. Il materiale che “Connexxa” adopera è molto costoso, il loro lavoro è di alta precisione, il frutto del loro impegno deve esser pagato. Non hanno crisi di commesse e vivono felici. Come Sandra Savaglio, che ha fatto l’esperienza estera ma poi è tornata – sperando davvero che rimanga, soprattutto per i suoi studenti – anche Diego Fasano è una delle eccellenze di Calabria di fronte alle quali non si può che levarsi il cappello e dirgli: «Ad maiora»!
*giornalista