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«La Regione non paga, centri per disabili al collasso»

REGGIO CALABRIA «La situazione dei centri di assistenza per disabili cronici situati nel territorio calabrese è arrivata pericolosamente vicina al punto di rottura». Lo afferma, in una nota, il con…

Pubblicato il: 12/10/2014 – 13:18
«La Regione non paga, centri per disabili al collasso»

REGGIO CALABRIA «La situazione dei centri di assistenza per disabili cronici situati nel territorio calabrese è arrivata pericolosamente vicina al punto di rottura». Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione. «Se la Regione – prosegue Guccione – non provvederà immediatamente a saldare le spettanze arretrate dovute ai Centri diurni, alcuni dei quali avanzano pagamenti anche da nove mesi, e non ripristinerà immediatamente la regolare erogazione delle rette, saremo costretti ad assistere irrimediabilmente allo smantellamento di strutture che svolgono una funzione sociale importantissima, dovendo assistere i portatori di handicap nella vita quotidiana e dovendo garantire al contempo una funzione sociale senza la quale un Paese non potrebbe considerarsi civile. Per comprendere appieno la drammaticità della situazione vissuta dalle strutture per disabili cronici, dobbiamo considerare che la loro unica fonte di sostentamento è una convenzione con la Regione che viene rinnovata annualmente e stabilisce i reciproci diritti e doveri. Se si considera che, negli anni, i centri diurni si sono dovuti adeguare costantemente alle normative di sicurezza sul lavoro mentre le rette pagate dalla Regione sono ferme dal 1982, si può comprendere come la situazione sia ormai arrivata vicina al limite della sopravvivenza».
«Pur essendo pienamente consapevoli che la situazione di crisi generale non sta risparmiando nessuno – sostiene ancora Guccione – non possiamo accettare che le sue pesanti ricadute si abbattano sul settore del sociale, mettendo in serio pericolo non solo la qualità del servizio ma il servizio stesso e negando così un diritto elementare della persona come quello alla salute. Di fronte al rischio del collasso dell’intero sistema, auspichiamo una presa di coscienza collettiva della funzione sociale e dei servizi offerti alla comunità da queste strutture che consentono a persone in difficoltà di mantenere comunque una certa autonomia e offrono un servizio senza il quale parecchie famiglie sarebbero costrette a lasciare il lavoro per dedicarsi ad accudire i parenti disabili. Perciò riteniamo sacrosanta la protesta dei Centri diurni in programma per domani a Catanzaro e ci uniamo a loro nel chiedere alla Regione di adempiere al suo dovere e di non abbandonare operatori e disabili. In tempi di crisi come questi, i Centri diurni rappresentano per il territorio anche un altro valore aggiunto: garantiscono posti di lavoro. Ed è impensabile che a pagare i costi della mala gestione del territorio siano i servizi sociali, gli operatori e i pazienti. All’amministrazione chiediamo di rispettare la legge e garantire i mezzi per il sostentamento dei Centri diurni, alcuni dei quali sono andati anche oltre i propri impegni contrattuali anticipando gli stipendi dei dipendenti e investendo nella loro formazione, trovando un immediata soluzione alla crisi dei pagamenti al fine di non vanificare i sacrifici fatti finora e tutelare i servizi minimi essenziali e inderogabili a favore dei cittadini in stato di difficoltà».

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