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Il gran rifiuto di Oliverio

di Antonio Ricchio   Che Mario Oliverio fosse un osso duro Lorenzo Guerini non doveva aspettare certo l’incontro di ieri al Nazareno per verificarlo. Lo aveva sperimentato ampiamente nella fas…

Pubblicato il: 15/10/2014 – 20:19
Il gran rifiuto di Oliverio

di Antonio Ricchio

 

Che Mario Oliverio fosse un osso duro Lorenzo Guerini non doveva aspettare certo l’incontro di ieri al Nazareno per verificarlo. Lo aveva sperimentato ampiamente nella fase che ha preceduto le primarie, quando Oliverio non accettò nessuna linea di compromesso e mantenne intransigente la sua candidatura. Ieri sera, però, Guerini appariva stremato quando, dopo quasi tre ore di confronto con Oliverio e Magorno, ha lasciato il Nazareno per spostarsi a Palazzo Chigi dove il premier Renzi, alle prese con la legge di stabilità, attendeva aggiornamenti anche sulla Calabria. La consegna del silenzio viene rispettata dai diretti interessati, ma esponenti dem vicini al premier-segretario assicurano che ancora la partita è aperta e che si farà di tutto per evitare imposizioni romane rispetto alla scelta delle alleanze politiche da realizzare in Calabria. Ernesto Magorno e Mario Oliverio, nel frattempo, hanno letteralmente fatto perdere le loro tracce, lasciando come unica certezza il fatto che l’incontro con Guerini non si è concluso e anzi proseguirà ancora nella giornata di oggi. Il vice di Renzi spera di convincere i calabresi a piegarsi alla «ragion di partito», per questo evita di assumere toni che suonino come un’imposizione.

Ma se Magorno, che resta sempre un renziano di ferro e che per il ruolo che ricopre non può dire un secco «no» alle esigenze del partito nazionale, qualche segno di cedimento lo lascia intravedere, Oliverio rimane arroccato sul suo «rifiuto» a ogni ipotesi di «apparentamento innaturale».

Si incaricano di ribadirlo i parlamentari più vicini a Oliverio che, in Transatlantico, ieri sera, scomodavano anche difficoltà lessicali: «Non so come si farà a spiegare al Paese che un partito che si chiama Nuovo Centrodestra entra nella coalizione del centrosinistra. Forse a Roma sarà possibile ma in Calabria ci provino loro». Ogni riferimento è diretto soprattutto ai fratelli Pino e Tonino Gentile, che in Calabria sono i maggiori azionisti di Ncd. Oliverio rimane dell’idea che un’intesa con loro sia impraticabile soprattutto dopo le aspre contrapposizioni – su tutte quella delle provinciali di Cosenza del 2009 che videro Oliverio candidato contro Gentile senior – di questi ultimi anni. Resta il fatto che a Guerini la cosa è stata spiegata in modo più politico ma non meno intransigente. Al plenipotenziario del premier è stato fatto notare che le difficoltà vengono dalle primarie, durante le quali Oliverio si è espresso per la chiusura al centrodestra mentre il suo antagonista Gianluca Callipo, invece, su questo versante ha mostrato una linea meno intransigente. Ora si tratta di restare coerenti con gli impegni presi e qui starebbe il disagio di Oliverio ad accettare i “consigli” di Guerini.

Rimane da chiarire, in vista del nuovo incontro di oggi, se Oliverio intende restare irremovibile fino allo scontro con il Nazareno oppure se si accontenterà di portare a casa il risultato di dimostrare che, contrariamente a quel che si è fatto capire, è il Pd nazionale, fermamente governato da Renzi e Guerini, a volere aprire le porte a pezzi della maggioranza ex scopellitiana e di ciò deve assumersi ogni responsabilità politica davanti ai calabresi.

Nel Nuovo centrodestra, comunque, non vogliono restare col cerino in mano. E per questo motivo, incassato l’accordo con l’Udc per dare vita a liste in comune anche in questa regione – “Popolari per la Calabria” è il nome più gettonato – non si scarta nessuna opzione. Compresa quella di un clamoroso ritorno con Forza Italia e gli altri pezzi del centrodestra. Matteoli e Gentile hanno avuto modo di scambiare le loro impressioni a Palazzo Madama. Il senatore toscano, incaricato da Berlusconi di gestire la partita delle alleanze, ha ribadito la volontà di volere allargare la coalizione a sostegno di Wanda Ferro e di essere pronto ad accettare le condizioni poste da Ncd. Ieri sera, al termine del Consiglio dei ministri, Gentile ha raggiunto Quagliariello e Alfano per un vertice – si spera – risolutivo.

Cresce l’attesa anche per conoscere le mosse di Peppe Scopelliti, sulla cui testa è caduta in queste ore l’ennesima tegola giudiziaria. L’ex governatore starebbe lavorando all’ipotesi di candidare i sette-otto consiglieri e assessori regionali uscenti a lui più vicini nelle liste a sostegno di Ferro. L’alternativa sarebbe quella di varare una lista autonoma da piazzare sempre nella coalizione di centrodestra. Il nome è già stato scelto: “Calabria Futura”.

Twitter: @AntonioRicchio

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