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FdI a sostegno del «generale» Ferro

CATANZARO Con le scadenze elettorali fissate a tre settimane, la politica non si ferma neanche il 2 novembre, così Fratelli d’Italia ha scelto la domenica dedicata al ricordo dei defunti per presen…

Pubblicato il: 02/11/2014 – 16:01
FdI a sostegno del «generale» Ferro

CATANZARO Con le scadenze elettorali fissate a tre settimane, la politica non si ferma neanche il 2 novembre, così Fratelli d’Italia ha scelto la domenica dedicata al ricordo dei defunti per presentare la propria lista a sostegno di Wanda Ferro alle prossime elezioni regionali. A chiarire il motivo della scelta di una data quantomeno scaramanticamente bizzarra è Gianfranco Turino, coordinatore regionale del partito, che con una battuta spiega: “Abbiamo pensato al 2 novembre perché la Calabria sta morendo ed è quindi necessario fare qualcosa di concreto per invertire la rotta. Inoltre, era per dare un segnale a chi riteneva che il nostro funerale fosse stato già celebrato: Fratelli d’Italia c’è ed è vivo e vegeto”. Non sceglie poi la via diplomatica, ma alza anzi i toni Turino usando una metafora militare per definire il supporto alla candidatura di Wanda Ferro (“Lei è il nostro generale e noi siamo i suoi 23 guerrieri, chiamati a sventolare la bandiera della destra”) per poi passare a una rapida panoramica sui temi principali su cui il movimento ritiene  fondamentale soffermarsi. Lavoro, sanità e trasporti sono quindi i cardini su cui Fdi intende porre l’attenzione dell’azione di governo, consapevole del fatto che non si tratta di temi separati, a compartimenti stagni, ma profondamente dipendenti l’uno dall’altro.

Sulla sanità, poi, l’attacco al centrosinistra è netto, nonostante Scopelliti, commissario straordinario proprio per la sanità in Calabria, abbia fallito nel suo piano di rientro: “Dov’era la sinistra – si è chiesto Turino – quando i costi della sanità lievitavano? Dov’era la sinistra quando si nominavano manager a danno dei bilanci regionali? Era al governo di questa regione e ha prodotto la situazione in cui ci troviamo oggi”, con buona pace di chi ricorda che il centrosinistra ha governato la regione per cinque degli ultimi sedici anni. 

La conclusione del suo intervento, invece, è dedicato alle motivazioni su cui è nato il sostegno alla Ferro e alla sua coalizione: “Con Wanda non c’è stato alcun discorso legato alle poltrone: non vogliamo assessorati o posti di sottogoverno per il semplice sostegno che riusciremo a portare, ma abbiamo deciso di sostenere la candidatura perché la sua competenza e capacità amministrativa sono ciò di cui c’è bisogno nella nostra regione”. Più pragmatico di Turino è Franco Bevilacqua, senatore di Fratelli d’Italia: “Come ha già detto Gianfranco, non siamo un partito delle poltrone e non vogliamo a tutti i costi un posto di governo, sebbene abbiamo, tra i nostri candidati, chi ha le carte in regola per poter sostenere un impegno del genere. L’obiettivo però è quello di ottenere un risultato elettorale convincente, superando lo sbarramento del 4%. E’ vero, abbiamo avuto delle difficoltà nella costruzione della lista, ma a noi spetta il compito di ricostruire il centrodestra e vogliamo portarlo a termine. Per farlo, abbiamo scelto persone in grado di rappresentare la parte sana della Calabria e siamo convinti che questa sia la strada giusta”.La conclusione del suo intervento, invece, è dedicato alle motivazioni su cui è nato il sostegno alla Ferro e alla sua coalizione: “Con Wanda non c’è stato alcun discorso legato alle poltrone: non vogliamo assessorati o posti di sottogoverno per il semplice sostegno che riusciremo a portare, ma abbiamo deciso di sostenere la candidatura perché la sua competenza e capacità amministrativa sono ciò di cui c’è bisogno nella nostra regione”. Più pragmatico di Turino è Franco Bevilacqua, senatore di Fratelli d’Italia: “Come ha già detto Gianfranco, non siamo un partito delle poltrone e non vogliamo a tutti i costi un posto di governo, sebbene abbiamo, tra i nostri candidati, chi ha le carte in regola per poter sostenere un impegno del genere. L’obiettivo però è quello di ottenere un risultato elettorale convincente, superando lo sbarramento del 4%. E’ vero, abbiamo avuto delle difficoltà nella costruzione della lista, ma a noi spetta il compito di ricostruire il centrodestra e vogliamo portarlo a termine. Per farlo, abbiamo scelto persone in grado di rappresentare la parte sana della Calabria e siamo convinti che questa sia la strada giusta”.

 

 

wanda ferro fdi 2

 

La chiusura spetta alla candidata alla carica di presidente. Wanda Ferro è a suo agio sotto la bandiera di Fratelli d’Italia e non può non sottolinearlo: “Mi viene da dire che qui respiro aria di casa mia e sono orgogliosa di essere con voi”, esordisce l’ex presidente della Provincia di Catanzaro, cresciuta politicamente tra Msi e An, prima di ricordare Elio Colosimo, senatore e storico esponente della destra catanzarese scomparso nel 2009. Poi, rivolgendosi a Ncd e Udc mette subito le cose in chiaro: “Non abbiamo storie o percorsi comuni, il centrodestra siamo noi e a chi ci voleva convincere ad allearci ricordandoci di “avere i ministri”, io ho sempre risposto che loro avranno anche i ministri, ma noi abbiamo i calabresi”. Ne ha per tutti i suoi competitor politici Wanda Ferro, soprattutto per Mario Oliverio: “Personalmente ha tutta la mia stima – dice parlando dell’ex collega presidente della Provincia di Cosenza -, ma politicamente non posso non notare che nelle otto liste che lo sostengono c’è un po’ di tutto: da ex sostenitori di Scopelliti a gente che vuole mettere il cappello su una poltrona. Senza contare poi che le liste sono state costruite da gente come Pietro Fuda, Agazio Loiero e Saverio Zavettieri, gente che ha sulle spalle la responsabilità del fallimento politico negli ultimi quarant’anni di governo in Calabria”. L’obiettivo è quindi chiaro: Wanda Ferro vuole parlare a chi cerca il rinnovamento. “Ci rivolgiamo – ha detto – ai giovani, agli indecisi, agli scontenti: vogliamo rivolgerci a chi ha la forza di dissentire e vogliamo sostenere questo dissenso portando alla Regione quella discontinuità di cui c’è bisogno. Discontinuità nel metodo, ma soprattutto nell’andare a governare con le mani libere, guardando alla meritocrazia come valore aggiunto. Abbiamo le idee chiare su cosa fare e su come farlo”.

Alessandro Tarantino

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