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Protesta precari, sbloccata la stazione di Gioia

GIOIA TAURO L’occupazione della stazione ferroviaria di Gioia Tauro, da parte dei lavoratori, è stata tolta dopo che i sindacalisti della Cgil hanno annunciato che parteciperanno al tavolo sui…

Pubblicato il: 07/11/2014 – 10:07
Protesta precari, sbloccata la stazione di Gioia

GIOIA TAURO L’occupazione della stazione ferroviaria di Gioia Tauro, da parte dei lavoratori, è stata tolta dopo che i sindacalisti della Cgil hanno annunciato che parteciperanno al tavolo sui temi del precariato e degli ammortizzatori sociali in deroga, convocato per il 12 novembre a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. «Quello che ci auguriamo – ha detto Nino Costantino, segretario comprensoriale della Cgil di Gioia Tauro – è che il governo si renda conto che in Calabria la situazione dei precari è realmente esplosiva e adotti scelte conseguenti. In caso contrario, nel corso della riunione con Delrio, annunceremo la calendarizzazione delle iniziative che la Cgil attuerà nell’ambito dello sciopero generale nazionale». 
Alla manifestazione, nonostante la pioggia, hanno partecipato lsu-lpu, cassintegrati e in mobilità in deroga ed ex dipendenti di società portuali. Dopo un sit-in iniziale, questa mattina i lavoratori hanno occupato il quadrivio Sbaglia sulla strada statale 18. La manifestazione era stata organizzata in vista della visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi, prevista in un primo tempo per oggi a Gioia Tauro e poi slittata. A Lamezia Terme si è svolto anche un presidio all’aeroporto. La situazione è monitorata da polizia e carabinieri, che seguono l’evolversi della manifestazione. I lavoratori, che avevano acceso alcuni fumogeni sui binari, chiedono il pagamento delle spettanze arretrate e alla loro stabilizzazione. Assieme agli operai hanno partecipato alla protesta alcuni sindaci della Piana di Gioia Tauro con la fascia tricolore.

 

«GOVERNO ASSENTE»

«Un governo assente in uno dei momenti più difficili per la Calabria. Un porto strategico, per l’economia non solo del territorio ma dell’intero Paese, come quello di Gioia Tauro, completamente cancellato dall’agenda dell’esecutivo. Un esercito di lavoratori a vario titolo in mobilità o in deroga pari a circa 27mila persone che, insieme agli oltre 5mila tra lsu e lpu della Regione, registrano drammatiche difficoltà nel ricevere gli assegni di sostegno al reddito, con ritardi che risalgono al 2013. Sono queste le ragioni alla base della mobilitazione che si sta tenendo oggi in Calabria a Lamezia Terme e a Gioia Tauro». È quanto sostiene, in una nota, la Cgil nazionale a proposito delle manifestazioni di protesta. «Centinaia tra lavoratori, cassintegrati e in mobilità in deroga ed lsu e lpu – aggiunge la Cgil – stanno sfidando in queste ore la pioggia e il maltempo per partecipare alla mobilitazione promossa dalla Cgil regionale e rivendicare risposte, promesse e mai mantenute, da parte del governo nazionale. L’assenza di una politica nei confronti della Calabria, così come dell’intero Mezzogiorno, sembra essere il tratto distintivo di questo governo, che si scontra però con una situazione, dal punto di vista economico e sociale, molto delicata e non più sostenibile».

«Per queste ragioni – conclude la nota – sosteniamo le motivazioni alla base della mobilitazione e chiediamo al governo un impegno cogente, deciso e risolutivo sui temi alla base di questa giornata di lotta».

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