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Buzzetti: bisogna ricominciare a reinvestire

CATANZARO “La riduzione degli investimenti nel settore dei lavori pubblici costituisce una vera e propria mannaia sull’economia del Paese”. A dirlo, è scritto in una nota, è stato il presidente naz…

Pubblicato il: 07/12/2014 – 18:07
Buzzetti: bisogna ricominciare a reinvestire

CATANZARO “La riduzione degli investimenti nel settore dei lavori pubblici costituisce una vera e propria mannaia sull’economia del Paese”. A dirlo, è scritto in una nota, è stato il presidente nazionale dell’Ance (l’associazione dei costruttori edili) Paolo Buzzetti, intervenendo all’assemblea di Ance Crotone. “Occorre ricominciare a investire – ha aggiunto – per invertire la tendenza e riaprire i cantieri, perché solo in questo modo si dà respiro al mercato e si immette nuova liquidità  nel circuito economico. Lasciano a desiderare diversi aspetti dello “Sblocca Italia” che rischia di essere non pienamente rispondente alle esigenze degli imprenditori edili”. Da parte sua, il presidente regionale Francesco Berna ha chiesto “un’accelerazione del processo di sblocco delle commesse pubbliche che, come abbiamo avuto modo di ribadire, sono essenziali per far ripartire l’economia”. Berna ha avanzato una proposta che è stata condivisa dall’assemblea e apprezzata dallo stesso Buzzetti: “Esistono ingenti risorse che rischiano di andare perdute, sono quelle della programmazione comunitaria 2007-2013. E’ un peccato, un lusso che non possiamo permetterci. Perché non utilizzare i cosiddetti progetti retrospettivi, gli ex progetti sponda o coerenti, per completare le numerose incompiute che esistono sul territorio calabrese? Soltanto le opere censite dal sistema di monitoraggio del ministero delle Infrastrutture – ha detto ancora Berna – indicano in oltre 400 milioni di euro il valore dei progetti non ancora completati. Usando i fondi del Por così otterremmo un doppio beneficio”. Infine, da parte del presidente regionale di Ance, è stato fatto riferimento al tema dirimente dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. “E’ vitale – ha detto – usare non solo il criterio della competenza ma anche quello della cassa. Altrimenti le imprese continueranno a operare alla stregua di una sorta di “banca” per gli enti pubblici e questo non solo non è giusto, ma non è neppure sostenibile, perché significa condannare tanti imprenditori al fallimento”.

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