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Morte dell’artificiere calabrese Giovanni Politi, condannato l’ex questore di Firenze e cinque poliziotti

Il 25 febbraio 2018 rimase vittima di un’esplosione all’interno della caserma. Il legale della famiglia: «Finalmente giustizia»

Pubblicato il: 15/07/2026 – 12:14
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Morte dell’artificiere calabrese Giovanni Politi, condannato l’ex questore di Firenze e cinque poliziotti

REGGIO CALABRIA Il Tribunale di Firenze con sentenza del 13 luglio ha condannato a un anno di reclusione, con la sospensione condizionale, l’ex questore di Firenze Alberto Intini e altri 5 poliziotti, tra funzionari e artificieri della polizia, a pene da sei mesi a dieci mesi (sempre con la sospensione condizionale) per la morte di Giovanni Politi, 51 anni, l’artificiere della polizia deceduto il 25 febbraio 2018 a seguito di un’esplosione all’interno della caserma Fadini di Firenze. La pm Christine von Borries aveva chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi per Intini e condanne tra 2 anni 6 mesi, e 3 anni 6 mesi per gli altri sei imputati, tra funzionari e artificieri della polizia.

L’avvocato: «Restituita dignità al suo sacrificio»

«Oggi, dopo otto anni di dolorosa attesa, è stata finalmente fatta giustizia» è il commento del legale dei familiari della vittima, avvocato Sergio Talarico del Foro di Reggio Calabria, visibilmente commosso, subito dopo la lettura della sentenza che ha condannato l’ex questore di Firenze Alberto Intini e altri cinque poliziotti per la morte dell’artificiere Giovanni Politi, deceduto il 25 febbraio 2018 in seguito a un’esplosione nella caserma Fadini di Firenze ove a soli 51 anni  perse la vita in un drammatico rogo. «Questa sentenza – commenta l’avvocato – accerta in modo inequivocabile ciò che abbiamo sempre sostenuto: la morte di Giuseppe non è stata una tragica fatalità, ma la diretta conseguenza di gravissime violazioni delle più elementari norme sulla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione degli infortuni». In conclusione, l’avvocato ha voluto rivolgere un pensiero alla vittima: «Nessuna condanna potrà mai colmare il vuoto lasciato da un uomo straordinario e da un professionista esemplare. Tuttavia, l’accertamento della responsabilità degli imputati restituisce dignità al suo sacrificio e offre un briciolo di pace alla famiglia, che ha affrontato questi otto anni con una dignità immensa». (redazione@corrierecal.it)

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