Calabria, restare o partire? Occorrerebbero degli sciamani
Servirebbero dei facilitatori, degli incoraggiatori, degli sciamani culturali, che aiutino i giovani a costruire realmente il loro mondo

Mi avvertono dalla Libreria Ubik di Lamezia che una ragazza vorrebbe conoscermi. Dice che sa dei miei libri. Prima di salire a casa per il pranzo la raggiungo. La ragazza ha 24 anni, sta per laurearsi in lettere. È graziosa, garbata, con quell’aria ingenua che è tipica della prima giovinezza. Scopro che conosce un solo mio libro, “Passeggiate ed escursioni in Calabria”. Lo ha regalato al suo fidanzato, laureato in scienze naturali e che sta seguendo un master sulla biodiversità. Lei desidera insegnare nelle scuole. Lui, invece, vorrebbe fare ricerche sulla fauna selvatica. Grazie al libro sono andati a camminare su alcuni itinerari del Pollino, della Sila, delle Serre, dell’Aspromonte. Mi dice che sono rimasti stupiti dagli ambienti naturali e umani che hanno visitato e che non avrebbero mai immaginato esistessero in Calabria.
La ragazza ha pensato ad una sorpresa per il fidanzato: fargli conoscere la persona che gli ha consentito di scoprire quei luoghi. Sorrido e domando: “ma tu cosa sai di me?” Risponde – per come avevo intuito – che non sa granché. Con lo smartphone, la guido sul mio sito-blog che lei guarda meravigliata: “allora lei fa il camminatore errante?” Rispondo di no, che faccio l’avvocato ma che da quando sono tornato in Calabria, dopo l’università, ho deciso di conoscere la terra dove dovevo passare il resto della mia vita e che nessuno mi aveva mai raccontato. Le dico anche che per più di vent’anni ho fatto il volontario con Italia Nostra, il WWF, il FAI, il CAI, battendomi per il patrimonio culturale e ambientale della Calabria. Noto che i nomi delle associazioni non le sono familiari. Le chiedo se ha mai letto Corrado Alvaro. La risposta è no.
Incalza, arrivando al dunque: “ma lei avrebbe qualche consiglio da darci per trovare lavoro?” Le rispondo: “Sì, imparate a conoscere la Calabria. Fate un po’ di volontariato. Non importa se sociale, culturale o ambientale. Svegliatevi: il mondo non è solo quello dei social e delle serie di Netflix. E nemmeno quello che vi hanno insegnato a scuola. C’è molto altro. Ci sono tante cose di cui stupirvi anche quaggiù. Specializzatevi nelle vostre materie, ma fate anche un corso per imparare come funziona un’impresa. Se non lo trovate qui fatelo fuori. Poi se la Calabria vi interessa davvero, tornate o rimanete e aprite un’azienda producendo qualche bene o qualche servizio che riguardi le vocazioni del territorio. Chessò, una scuola privata, una società di servizi per l’ambiente, una per l’editing e l’editoria, una piccola azienda agroalimentare, un import-export etc. Regione e Stato concedono aiuti finanziari per queste cose.” Risposta: “lei dice così?” “Sì dico proprio così: non potete decidere se andarvene o restare se prima non acquisite le conoscenze necessarie su tutto ciò che vi serve per scegliere liberamente”. E snocciolo una serie di esempi di persone che sono divenute imprenditrici di sé stesse qui, in Calabria.
La ragazza è un po’ confusa. Mi guarda con fare interrogativo. Mentre firmo la dedica ad un altro mio libro che lei compra in quel momento per il fidanzato e dichiarandomi disponibile a partecipare alla carrambata che ha immaginato per il fidanzato, concludo: “Non devi preoccuparti. Un’alternativa c’è sempre. Alla fine del percorso che vi ho consigliato sarete comunque formati anche per altro: potrete andarvene fuori dalla Calabria, in una metropoli e finire spremuti come limoni in una grande azienda, con scarse possibilità di farvi una vera famiglia, con costi economici alti, con pochissimo tempo a disposizione, conducendo vite da algoritmi biologici. Ma se volete provare a fare quel che vi ho detto, posso farvi conoscere persone che ce l’hanno fatta e darvi una mano io stesso”.
Ecco, questo incontro mi ha fatto capire che in Calabria occorrerebbero dei facilitatori, degli incoraggiatori, … degli sciamani culturali, che aiutino giovani come questi, che le università hanno formato per gettarli nel mondo, a costruirlo realmente il loro mondo.
*Avvocato e scrittore
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