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Cgil e Uil in piazza: in Calabria adesione al 70%

CATANZARO È del 70% in media l’adesione in Calabria allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil contro il Jobs act e la legge di Stabilità. Cinque i cortei svoltisi a Catanzaro, Cosenza (foto sotto)…

Pubblicato il: 12/12/2014 – 9:06
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Cgil e Uil in piazza: in Calabria adesione al 70%

CATANZARO È del 70% in media l’adesione in Calabria allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil contro il Jobs act e la legge di Stabilità. Cinque i cortei svoltisi a Catanzaro, Cosenza (foto sotto), Reggio, Vibo e Crotone, con la partecipazione di lavoratori, pensionati, studenti, disoccupati e immigrati. «È una giornata importante e significativa per la Calabria – afferma la segreteria regionale della Cgil Calabria – della quale la nuova Regione e il Governo non possono non tener conto».

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Nel capoluogo di regione circa trecento persone hanno preso parte alla manifestazione di protesta legata allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil, con un corteo che si è articolato per il centro storico del Capoluogo di regione, fino al concentramento in piazza Prefettura, dove si è tenuta un’assemblea pubblica per motivare il dissenso al governo Renzi e alle politiche sul lavoro varate negli ultimi mesi.

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Non certo una partecipazione oceanica, c’è da dirlo, ennesimo sintomo, dopo il pesante dato dell’astensione registrato alle ultime elezioni regionali, di un sempre crescente scostamento dei cittadini dall’agone politico anche quando si tratta di scendere in piazza e protestare.
Al centro delle rimostranze i temi nazionali, certo, ma soprattutto le difficoltà locali ripercorse attraverso gli interventi dei lavoratori: dagli Lsu-Lpu, a Phonemedia e Infocontact, con particolare accento alle problematiche vissute dai lavoratori in cassa integrazione. Particolarmente partecipati gli interventi di alcuni lavoratori per i quali, con l’approssimarsi delle festività natalizie, i problemi si ingigantiscono: «Tra pochi giorni sarà Natale – hanno spiegato ai presenti – e molti calabresi non avranno i soldi per festeggiarlo degnamente: a questo il governo deve dare delle risposte. C’è bisogno di pensare alla povertà come prima emergenza e poi pensare al futuro dei nostri figli ai quali rischiamo di lasciare un futuro incerto».

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Il primo a prendere la parola è stato Benedetto Cassala, segretario provinciale Uil, il quale ha introdotto gli altri interventi mettendo in chiaro il punto su cui si è costruita la manifestazione: «Vogliamo lavorare con dignità e con la schiena diritta. Non vogliamo assistenza. Oggi la Calabria si è fermata per dire basta alle carenze che la nostra regione ha in tutti i settori e siamo qui per portare avanti i diritti dei cittadini parlando ad un presidente del Consiglio che rappresenta il nostro Paese senza averne diritto».
A seguire, gli interventi di Giuseppe Valentino e Raffaele Mammoliti, rispettivamente segretario provinciale e segretario regionale della Cgil: «Oggi abbiamo fermato i cantieri, abbiamo fermato il lavoro dei forestali, alcune scuole, il lavoro della pubblica amministrazione – ha spiegato Valentino – perché bisogna avere rispetto per i lavoratori. Oggi abbiamo fermato anche i voli. Dalle 10 alle 18 nessuno parte non solo dalla Calabria, ma da tutta Italia, a testimonianza del fatto che noi lavoratori siamo il vero motore dell’Italia».
Diretto al nuovo governatore Oliverio, invece, l’intervento di Mammoliti: «A Oliverio chiediamo di occuparsi in prima istanza di tre proposte operative – ha sottolineato Mammoliti – utilizzo immediato e proficuo dei fondi comunitari, che dovranno essere destinati per finanziare progetti produttivi che creino occupazione, in secondo luogo dovrà preparare un piano straordinario per il lavoro che parta dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, infine per far fronte alla povertà garantire un piano sociale a livello regionale che si faccia carico delle famiglie che hanno bisogno. Con il nuovo governatore vogliamo un confronto perché la campagna elettorale è finita. Lo sciopero di oggi è solo una tappa che proseguiremo fino a che non ci saranno risultati concreti».

 

Alessandro Tarantino

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