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Nuova commissione d'accesso a Nardodipace

VIBO VALENTIA Ancora una commissione d’accesso agli atti per il Comune di Nardodipace, paese montano delle Serre vibonesi. La terza, nell’arco degli ultimi sette anni, è stata nominata stamattina d…

Pubblicato il: 18/02/2015 – 13:45
Nuova commissione d'accesso a Nardodipace

VIBO VALENTIA Ancora una commissione d’accesso agli atti per il Comune di Nardodipace, paese montano delle Serre vibonesi. La terza, nell’arco degli ultimi sette anni, è stata nominata stamattina dal Prefetto di Vibo, Giovanni Bruno, per accertare l’eventuale sussistenza di condizionamenti di tipo mafioso nell’attività amministrativa dell’ente. Gli ispettori inviati dalla Prefettura – il vice prefetto Anna Aurora Colosimo, il capitano Stefano Esposito Vangone (comandante della compagnia dei carabinieri di Serra San Bruno), il tenente Giovanni Torino (in servizio al comando provinciale della Guardia di finanza) e l’ingegnere Domenico Fuoco – dovranno passare al setaccio atti e delibere prodotti dalla giunta comunale guidata fino a poche settimane fa dal 42enne Romano Loielo, poi sospeso da sindaco perché finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Uniti per la truffa”. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Vibo e condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza, una «pluralità di truffe seriali» a danno della Regione, dello Stato e dell’Ue: secondo l’accusa, gli indagati si sarebbero appropriati di fondi pubblici finalizzati all’organizzazione di corsi di formazione per la creazione di posti di lavoro. Tra gli indagati per cui non è stato emesso provvedimento di custodia ci sono anche il vicesindaco Alberto Franzè, che regge il Comune dopo la sospensione di Loielo, e l’assessore Maurizio Maiolo. Nell’ambito della stessa operazione, inoltre, è finito ai domiciliari anche Romolo Tassone, figlio del presunto boss del locale di Cassari e vicesindaco all’epoca dello scioglimento per mafia, nel 2011, quando il Comune era guidato proprio da Loielo, poi rieletto nel novembre del 2013. La prima commissione d’accesso fu inviata a Nardodipace nel 2008 – un anno dopo l’insediamento della prima amministrazione Loielo – dall’allora prefetto di Vibo Ennio Mario Sodano. I lavori di questa prima commissione si conclusero dopo l’insediamento a capo dell’Utg vibonese di Luisa Latella, che chiese al Viminale il commissariamento dell’ente. La pratica però rimase sospesa a Roma per un po’ di tempo, finché non arrivò l’archiviazione del procedimento da parte dell’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni.

 s.pel.

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