Aggressione nel carcere di Catanzaro, agente penitenziario colpito con un pugno da un detenuto
Lo denunciano i sindacati. Per l’agente sette giorni di prognosi

CATANZARO Una nuova aggressione è avvenuta ieri sera presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, ai danni di un Agente di Polizia Penitenziaria. Lo denunciano l’Unione sindacati della Polizia Penitenziaria e il Sappe. Un agente è stato raggiunto da un colpo al volto durante le operazioni di chiusura serale, perdendo un dente e riportando lesioni con una prognosi di sette giorni. Solo con il tempestivo e professionale intervento di Polizia penitenziaria è stato possibili ristabilire l’ordine ed evitare conseguenze più gravi.
La USPP chiede alla Direzione dell’Istituto l’adozione immediata di provvedimenti chiari, efficaci e proporzionati nei confronti del detenuto responsabile, applicando tutte le misure previste dall’ordinamento penitenziario, al fine di prevenire il ripetersi di simili episodi.
«La tutela dell’incolumità degli operatori – afferma la USPP. – non è negoziabile. Ogni ulteriore inerzia su episodi di tale gravità sarà considerata irresponsabile e lesiva della dignità professionale della Polizia Penitenziaria».
Il Sappe: «Incrementare l’organico»
«Le aggressioni al personale di polizia penitenziaria aumentano sempre di più- affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario nazionale – tant’è che sono passate da circa 1700 a oltre 2000 all’anno. A ciò si aggiungono il grave sovraffollamento e la carenza di personale che complicano ancora di più un lavoro già difficile. Auspichiamo che al più presto vengano adottate misure idonee a deflazionare il sistema penitenziario, ormai al collasso. A Catanzaro ci sono 800 detenuti, circa 60 dei quali con patologie psichiatriche. Sarebbe necessario incrementare l’organico di almeno 100 unità».
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