Tra seconde possibilità e radici difficili da recidere, Gratteri: «Pensare alla Calabria quando sei lontano è bello, bisogna avere il desiderio di tornare»
Il procuratore di Napoli all’Unical: «I giovani camminano con coltello e smartphone. Commettono omicidi»

RENDE Sono le 16.15 quando il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, arriva all’Università della Calabria. Quasi un’ora di anticipo rispetto all’evento fissato alle 17 nell’Aula Caldora, dove partecipa al seminario “Educare alla legalità tra prevenzione e recupero”, promosso nell’ambito del master di secondo livello diretto dalla professoressa Teodora Pezzano. Si parla di giovani, di adolescenti, di devianze e ripartenze. «Si sta abbassando sempre di più il livello morale ed etico, e si abbassa sempre più l’età dei soggetti che commettono reati. Crimini che fino a qualche anno fa venivano commessi da adulti, oggi vedono protagonisti ragazzini anche di 12, 13 o 14 anni. Commettono omicidi», sottolinea ai nostri microfoni il procuratore. «È un fenomeno che sta crescendo e sta sfuggendo di mano», aggiunge. «Camminano con in tasca lo smartphone e nell’altra il coltello, bisogna intervenire contestualmente su più fattori, con investimenti di medio e lungo periodo. Significa investire in istruzione, realizzare una scuola a tempo pieno e sostenere il terzo settore. Anche il volontariato ha dei costi di gestione e delle strutture da mantenere. La violenza è il risultato di una serie di concause e, proprio per questo, bisogna intervenire su ciascuna di esse», continua Gratteri.
Criminalità e riforme
Il procuratore demolisce le riforme proposte dal governo in tema di contrasto alla criminalità. «Tutte le riforme fatte dal governo precedente e da questo attuale non servono assolutamente a nulla, non velocizzano i processi e non danno risposte alla gente. L’unica eccezione è la riforma sulla cybersicurezza, che consente di intercettare e arrestare gli hacker, offrendo anche sbocchi lavorativi nella giustizia. Il resto di ciò che è stato fatto c’entra poco o nulla con i reali bisogni di giustizia della cittadinanza».
Camorra e ‘ndrangheta
Il narcotraffico e gli affari di droga legano Campania e Calabria, Camorra e ‘Ndrangheta. Lo svelano le più recenti inchieste, lo certificano gli elementi emersi sull’alleanza e le ipotesi sulla presenza di una mafia a più teste che metterebbe unirebbe gli universi paralleli del crimine. «Abbiamo aperto la procura, c’erano migliaia di file bloccati e abbiamo triplicato le rogatorie internazionali. Tutto questo ha portato ad accelerare i rapporti con le altre procure d’Italia. La Camorra è collegata alla ‘Ndrangheta e lavorando in sinergia anche con le procure di Catanzaro e Reggio Calabria abbiamo riscontrato relazioni nel traffico di droga».
Le radici e le seconde possibilità
C’è chi sbaglia e poi paga, c’è chi merita una seconda possibilità. E’ questo il file rouge che lega tutti capitoli del romanzo “Come radici. Una storia sulle seconde possibilità“, scritto a quattro mani da Nicola Gratteri e Antonio Nicaso. Le stesse radici che per molti suonano come una condanna, un marchio indelebile e impossibile da cancellare. Un luogo dal quale è impossibile allontanarsi, una casa che si trasforma in un recinto invalicabile. Il procuratore di Napoli propone una versione assai diversa, partendo dal concedere una chance per cambiare un destino già scritto. «Si può sbagliare, ci si può rialzare e si deve dare una seconda possibilità. Abbiamo scritto un libro proprio per lanciare questo messaggio, che consideriamo una necessità assoluta, soprattutto per i ragazzi che si trovano nelle comunità o in carcere. Dobbiamo fare di tutto per garantire loro questa opportunità». «Ai ragazzi – ha concluso Gratteri – dico di studiare tanto per colmare il divario con i giovani del Nord, che beneficiano di maggiori opportunità e infrastrutture sul territorio. Proprio per questo sono fermamente contrario all’autonomia differenziata: prima di attuarla, lo Stato deve garantire al Sud le stesse infrastrutture di cui godono Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Altrimenti è come correre i cento metri partendo dieci metri dietro agli altri. Noi vogliamo un’Italia unita, non una nazione ulteriormente separata, né sul piano formale né su quello sostanziale».
Sulle radici, Gratteri non ha dubbi: «Il posto più bello è quello in cui si è nati, è dove crei i sentimenti veri: quelli dell’infanzia. Pensare alla Calabria anche quando sei fisicamente lontano fisicamente è bello, bisogna avere il desiderio di tornare e migliorare il territorio dove si è nati e cresciuti». (f.benincasa@corrierecal.it)
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