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Carpentieri al servizio della politica

Ormai ci incamminiamo sull’antico sentiero che altre legislature hanno battuto: una vergogna, tira l’altra. Come le ciliegie. Ultima la nomina di Giulio Carpentieri a direttore amministrativo degli O…

Pubblicato il: 04/04/2015 – 16:38
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Carpentieri al servizio della politica

Ormai ci incamminiamo sull’antico sentiero che altre legislature hanno battuto: una vergogna, tira l’altra. Come le ciliegie.
Ultima la nomina di Giulio Carpentieri a direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, gli stessi dove ha imperato sua moglie, dove è stato assunto suo figlio e dove lui stesso ha svolto il ruolo di componente la commissione per gli appalti, in un delirio di indecente conflitto d’interessi: la moglie selezionava le ditte, il marito affidava gli appalti.
Poco importa se la legge lo vieta, posto che il nostro muratore dalla carriera sfavillante è stato collocato in pensione. Ancora meno importa se già la sua disinvolta direzione della segreteria generale del consiglio regionale ci aveva fatti finire sul Corriere della Sera, coperti, come vedremo, di ridicolo.

E figuriamoci se può importare il fatto che, pur alle prese con un Piano di rientro dagli sperperi, ci si affidi a un ex muratore dalla carriera così fulminante da meritare un capitolo intero nell’ispezione sugli stupendi facili che ha condotto il ministero dell’Economia (lo stesso che concorre nel nominare Massimo Scura a commissario per la sanità in Calabria) per via di soldi percepiti illegittimamente.
Nella legislatura delle promesse mancate e degli impegni traditi, cosa volete che sia la nomina di un Giulio Carpentieri? Un piccolo omaggio della politica a chi della politica si è servito ma la politica ha anche servito in maniera costante e risoluta, passando come un tritasassi su norme e regolamenti, leggi e prescrizioni. Certe “professionalità” servono sempre, non te ne puoi privare neanche dopo che le mandi in pensione con una paccata di soldi e dopo avergli sistemato il famiglio, in barba a ogni meritocrazia e a ogni pulita selezione.
E così ecco che il politico Mario Oliverio mette in sella il politico Frank Benedetto (consigliere comunale del Pd nell’era scopellitiana) e tutti e due ripescano il muratore Giulio Carpentieri, quello che, a leggere l’ispezione del Mef, avrebbe incassato «importi illegittimamente erogati, nel triennio 2008-2010, che ammontano a oltre 289mila euro».

Lo stesso Carpentieri al quale Sergio Rizzo riserva un ampio richiamo in prima pagina sul Corriere della Sera del 12 agosto 2010: «Volete conoscere se un consigliere regionale calabrese eletto dai cittadini possiede una casa, la villa al mare, un’auto, qualche società? Toglietevelo dalla testa: è top secret. Lo ha scoperto Giuseppe Candido, un militante radicale che ha chiesto, come prevede una legge dello Stato approvata ben ventotto anni fa (è la numero 441 del 1982), di avere notizie sulla situazione patrimoniale dei componenti del consiglio regionale. Ricevendo una risposta sconcertante firmata dal segretario generale Giulio Carpentieri: “In riferimento alla sua istanza di accesso agli atti si comunica che la stessa non può trovare accoglimento, come si evince dal parere espresso dal settore legale”».
Rizzo spiega che ovviamente le cose non stanno come le racconta Carpentieri: «Quella legge di ventotto anni fa è chiarissima. Entro tre mesi tutti i titolari di cariche elettive nazionali, regionali, provinciali e comunali devono presentare una dichiarazione con l’elenco dei beni mobili, immobili e partecipazioni societarie, oltre alla lista degli incarichi ricoperti e l’ammontare delle spese sostenute per la campagna elettorale». E «tutti i cittadini hanno diritto di conoscerle»: c’è scritto proprio così. Già per questo può sembrare singolare che si debba chiedere un parere all’ufficio legale. Ma è niente rispetto a quanto scritto in quel parere. Intanto «il diritto di accesso documentale richiederebbe la sussistenza in capo all’istante di un interesse qualificato strumentale alla tutela di una situazione giuridica soggettiva che, nel caso in questione, non risulta dimostrato». Ma soprattutto «l’accesso previsto dalla citata legge» non «appare allo stato concretamente esercitabile stante la mancata emanazione di una normativa regionale circa la pubblicazione della documentazione relativa alla situazione patrimoniale dei consiglieri regionali, ciò che ha impedito la pubblicazione sul Bollettino regionale dei dati in questione, modalità attraverso la quale andrebbe espletata la pubblicità».
No! Un amico come Giulio Carpentieri, un muratore così affidabile, non puoi tenerlo in pensione. La politica, o meglio una certa politica, dei Carpentieri non potrà mai fare a meno, gli servono in servizio permanente effettivo.

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