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Lo strano emendamento di Romeo

REGGIO CALABRIA Quello strano emendamento, approvato quasi alla chetichella in consiglio regionale, ha infine alimentato qualche sospetto. Che urgenza può avere – si è chiesto qualcuno – la modific…

Pubblicato il: 20/04/2015 – 16:15
Lo strano emendamento di Romeo

REGGIO CALABRIA Quello strano emendamento, approvato quasi alla chetichella in consiglio regionale, ha infine alimentato qualche sospetto. Che urgenza può avere – si è chiesto qualcuno – la modifica della legge che istituisce e regolamenta il Collegio dei revisori dei conti della Regione? Soprattutto: perché mai inserire una precisazione che riguarda esclusivamente i Comuni con più di 5mila abitanti?
I soliti malpensanti hanno una loro spiegazione: sarà il solito favore fatto a un amico, l’ennesimo “emendamento ad personam”.
Il fatto risale allo scorso 9 marzo. In consiglio regionale la discussione è accesa: Oliverio espone all’Aula, per più di due ore, il suo piano per i fondi comunitari; viene dato disco verde alle nuove norme sull’ordinamento degli uffici del consiglio regionale; c’è l’ok alla mozione sulla parità di genere. Insomma, una seduta intensa. Ed è dopo questo tourbillon legislativo che prende la parola il capogruppo del Pd, Sebi Romeo. Che chiede l’inserimento di una proposta all’ordine del giorno a sua firma. La dicitura non dice niente di interessante, è il classico titolo burocratese: “Modifiche alla legge regionale numero 2 del 2013”. Il Consiglio, forse sonnacchioso, forse no, approva all’unanimità. Di che si tratta? È, appunto, una variazione alla legge che riguarda gli esperti contabili della Regione. Romeo focalizza la sua attenzione normativa su un articolo, in particolare, il 9. Quello che riguarda le cause di esclusione e incompatibilità dalla carica di revisore dei conti. La legge era chiara e diceva che quel ruolo non poteva essere ricoperto, tra gli altri, da consiglieri regionali, parlamentari, ministri, sottosegretari e «amministratori pubblici degli enti locali». Cioè sindaci o anche consiglieri comunali. A Romeo, però, la norma così com’era, evidentemente, non piaceva affatto. Urgeva, a suo avviso, una piccola modifica. Ed ecco che il suo emendamento fa comparire un’aggiunta che ai più potrebbe sembrare incomprensibile, ma ai maligni no. Questa: non sono nominabili nell’incarico di componenti del Collegio gli amministratori pubblici degli enti locali della Regione «aventi popolazione superiore ai 5.000 abitanti».
Niente di trascendentale, in fondo, circa le sorti della regione. Ma qualcuno ha avanzato ipotesi sui motivi che hanno spinto il capogruppo dem a cavillare – lui solo, senza la firma di altri consiglieri regionali – su una norma destinata agli addetti ai lavori. Non sarà una modifica a uso e consumo di uno degli attuali revisori della Regione? Sono in tutto tre: Filomena Maria Smorto, Alberto Porcelli e Francesco Malara. Quest’ultimo – secondo i recenti rumors – sarebbe in corsa per la carica di sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte. È un paesino piccolo, Santo Stefano, abitato da poche anime. I residenti sono più o meno 1.200. Se quindi Malara dovesse decidere di partecipare con una sua lista alle amministrative in programma per il prossimo 31 maggio, non avrebbe più impedimenti normativi di sorta. Prima dell’ok all’emendamento di Romeo, invece, non si sarebbe potuto trovare seduto contemporaneamente sulla poltrona di sindaco e su quella di revisore dei conti.
Coincidenze? Può darsi. Come può anche darsi di no. E chissà se il provvedimento incriminato, prima di approdare in aula, avrà avuto il placet anche del segretario provinciale del Pd reggino. Che è sempre la stessa persona, Sebi Romeo. Le norme sulle incompatibilità incluse nello statuto del partito, a differenza della legge “aggiustata” sul Collegio contabile, non sono mai state cambiate. E non lasciano spazio a dubbi: non si può essere allo stesso tempo consigliere regionale e coordinatore provinciale. Su questo il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini e il segretario regionale Ernesto Magorno non hanno ancora preso posizione. Figuriamoci su un piccolo emendamento.

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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