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Ospedale di Catanzaro, Abramo: il "no" di Scura favorisce altri territori

CATANZARO Non accenna a diminuire l’attenzione politica sul nuovo ospedale di Catanzaro dopo che nei giorni scorsi il commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario in Calabria, Massimo Scur…

Pubblicato il: 09/06/2015 – 16:10
Ospedale di Catanzaro, Abramo: il "no" di Scura favorisce altri territori

CATANZARO Non accenna a diminuire l’attenzione politica sul nuovo ospedale di Catanzaro dopo che nei giorni scorsi il commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario in Calabria, Massimo Scura, aveva parlato chiaramente dell’insostenibilità finanziaria di un nuovo nosocomio da 450 posti letto.
E dopo le dichiarazioni diffuse ieri dal vicepresidente della giunta regionale Enzo Ciconte al termine dell’incontro con il presidente della Provincia Enzo Bruno, i segretari dei circoli del Pd e i consiglieri comunali del centrosinistra di Catanzaro, oggi è tornato sull’argomento il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che ha ripreso proprio le dichiarazioni di Ciconte condividendo «le preoccupazioni in ordine alla realizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro. Preoccupazioni che restano molto forti poiché ancora nessun atto ufficiale è stato prodotto dal governo regionale (avvio delle procedure progettuali, conferma della sussistenza del finanziamento), ma soprattutto perché la netta contrarietà del commissario Scura costituisce un durissimo ostacolo da superare».
E proprio per superare questo “durissimo ostacolo”, la ricetta di Abramo prevede la concertazione e il lavoro di squadra tra istituzioni, andando oltre ai colori politici: «È mia impressione che solo un forte gioco di squadra istituzionale, al di là delle appartenenze e degli schieramenti, possa sventare una manovra contro gli interessi della città di Catanzaro e a vantaggio di altri territori», ha dichiarato il sindaco. «Ritengo pertanto sbagliato, oltre che politicamente debole, affidare la discussione sul nuovo ospedale, e più in generale sulla sanità cittadina, a riunioni ristrette di partito in cui non si colgono più le differenze tra ruoli istituzionali e ruoli partitici. Più utile è sicuramente la costruzione di una squadra istituzionale che possa contrapporre alla posizione di chiusura del commissario Scura una proposta chiara, concreta e fattibile. Come sindaco del capoluogo, e quindi massima autorità in materia sanitaria, sono pronto a fare la mia parte in linea con il mio ruolo istituzionale. È ciò che mi aspetto dal vicepresidente Ciconte».
Tutti uniti contro Scura, è quindi il messaggio. Ed è esattamente la stessa sensazione che serpeggiava qualche settimana fa nell’incontro in Confindustria tra gli imprenditori catanzaresi e il commissario stesso. In fondo, un appalto da 120 milioni di euro è una risorsa che nessuno vorrebbe perdere.
Quanto alla soluzione proposta da Scura e sulla quale finora non c’è stato alcun approfondimento perché vincolata all’accorpamento tra l’azienda universitaria ospedaliera “Mater Domini” e l’azienda ospedaliere “Pugliese-Ciaccio”, il commissario sembra paventare la costruzione di un padiglione aggiuntivo o di un apparato esterno ma comunque attiguo al policlinico universitario per aumentarne la capienza dagli attuali 450 posti (di cui solamente 250 ad oggi attivi) fino a 600-650 a cui andrebbero a sommarsi i 90 posti letto in capo all’ospedale “Ciaccio” che rimarrebbero inalterati.

Di fatto, quindi, Catanzaro non perderebbe posti letto se non quelli derivanti dalla riorganizzazione funzionale delle unità operative complesse susseguente alla fusione tra “Mater Domini” e “Pugliese-Ciaccio”.

In questo caso, però, non si andrebbe a costruire ex novo un grande ospedale, ma si sfrutterebbero gli spazi del policlinico universitario con un conseguente congruo risparmio sull’appalto da 120 milioni di euro.

 

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it

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