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Oliverio prenda esempio da De Luca

Ultimi febbrili ritocchi, ancora qualche resistenza da superare, ma la quadratura del cerchio a Mario Oliverio potrebbe davvero riuscire: una giunta affidabile non solo e non tanto sul piano della …

Pubblicato il: 06/07/2015 – 15:11
Oliverio prenda esempio da De Luca

Ultimi febbrili ritocchi, ancora qualche resistenza da superare, ma la quadratura del cerchio a Mario Oliverio potrebbe davvero riuscire: una giunta affidabile non solo e non tanto sul piano della correttezza e della trasparenza ma anche su quello della competenza e dell’efficienza. Una mano d’aiuto, indirettamente, gli è arrivata da Vincenzo De Luca che in Campania si era ritrovato alle prese con problemi di credibilità e di immagine anche superiori a quelli dello stesso Oliverio. De Luca si è smarcato zittendo anche i suoi più feroci detrattori. Lo ha fatto rinunciando alle sponsorizzazioni dei capobastone del partito ed imponendo una squadra di “tecnici”. Sette assessori su otto arrivano dal mondo dell’università. Ben sei sono donne e per lui ha tenuto solo la delega più scottante, quella della sanità, essendo, anche la Campania, sottoposta al commissariamento per via dei bilanci fuori controllo.

De Luca ha chiesto, e ottenuto, dai vertici nazionali del Pd la copertura utile a concludere una vera e propria rivoluzione politica: il consiglio regionale si occuperà delle riforme necessarie ad ammodernare l’istituzione e consentirgli di programmare lo sviluppo del territorio. La giunta affronterà vecchie e nuove emergenze, badando a non sciupare altre risorse e a gestire in maniera ottimale quelle che si ritrova a disposizione.

Mario Oliverio è chiamato a fare altrettanto. Perché in Calabria dovrebbe essere impossibile quello che in Campania si va realizzando nel giro di pochi giorni? Certo, le resistenze e i trabocchetti non mancano. Qualcuno dovrà rinunciare a “progetti alternativi” studiati con callida protervia fin dalle “primarie”. In settori strategici come il turismo, i trasporti, la comunicazione e soprattutto l’informatizzazione dei servizi, era tutto pronto. Tavola apparecchiata e commensali selezionati. Rispondeva a questa logica anche il recupero della più logora burocrazia che già aveva appiedato la giunta Loiero, prima, e quella Scopelliti, subito dopo. Con Oliverio c’è chi ha tentato il tris e in queste ore non nasconde livore e rabbia. Al momento lo riversa calunniando chi non ha ceduto all’orgia del potere disegnata nei mesi scorsi, in futuro lo farà direttamente nei confronti di Mario Oliverio, nella misura in cui dovesse effettivamente mettere in pratica i buoni propositi manifestati in questi ultimi giorni. Non è una bocciatura della politica, semmai è la creazione di uno spartiacque tra il vecchio politicume e le nuove risorse che pure sono arrivate in Consiglio regionale e che giustamente in queste ore non accettano giudizi sommari. C’è spazio, però, anche per un recupero di credibilità per chi siede nella massima assemblea elettiva regionale. C’è da fare dimenticare “Rimborsopoli” e non sarà facile, ma c’è anche da avviare una stagione di riforme che traduca in leggi e atti concreti l’impegno a riformare la burocrazia, snellire gli uffici, chiudere società di scopo che hanno sperperato soldi pubblici, fornire linee guida che vincolino a precisi obiettivi l’azione di governo della giunta regionale. Dal Piano porti alla rete infrastrutturale, dal Piano energetico a quello del lavoro, dal riordino della rete di assistenza socio-sanitaria all’applicazione delle norme contro la corruzione e per la trasparenza degli atti amministrativi. Fin qui in Consiglio si lavorava solo su leggi e programmi proposti dal governo regionale, in futuro sarebbe bene che i consiglieri recuperassero, invece, la loro autonomia nella proposta legislativa. Del resto a questo dovrebbero servire i consulenti e le spese dei gruppi consiliari e non a pagare amanti e manutengoli, figli della politica e analfabeti dell’informazione. C’è spazio per una rivoluzione politico-culturale. E c’è spazio per tutti, visto che anche i gruppi di opposizione sono chiamati ad incalzare sul terreno della proposta la maggioranza. A proposito dell’opposizione, forse la scelta di evitare l’ostruzionismo e consentire che la riforma dello statuto rendesse libera la scelta del governatore riguardo alla composizione della giunta, non è stata sbagliata. In ogni caso mette a nudo le responsabilità di Mario Oliverio e gli toglie qualsiasi ulteriore alibi. In questi giorni lo abbiamo sentito ripetere spesso che solo ora potrà finalmente fare le scelte che ha sempre avuto in mente di fare. Certo, sarebbe stato giusto che aggiungesse anche i nomi di chi gli ha impedito una libera scelta e di chi ha condizionato in questi sette mesi il suo operato, ma va bene così.

Adesso scelga e nel farlo tenga presente quello che De Luca, presentando il suo rivoluzionato e rivoluzionario (politicamente) esecutivo ha detto: «Siamo tutti sotto esame. Tutti, nessuno escluso. Non si faranno sconti, saremo messi tutti alla prova perché di fronte alle sfide terribili che ci aspettano o si regge alle responsabilità che ci attendono o non si regge».

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