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'NDRINE IN GERMANIA | Dal “locale” di Fabrizia alle “società” svizzero-tedesche

LAMEZIA TERME Ci sono due “locali”, quello di Rielasingen (cittadina tedesca situata al confine con la Svizzera) e quello di Fabrizia (paese montano delle Serre vibonesi), al centro dell’operazione p…

Pubblicato il: 07/07/2015 – 5:52
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'NDRINE IN GERMANIA | Dal “locale” di Fabrizia alle “società” svizzero-tedesche

LAMEZIA TERME Ci sono due “locali”, quello di Rielasingen (cittadina tedesca situata al confine con la Svizzera) e quello di Fabrizia (paese montano delle Serre vibonesi), al centro dell’operazione portata a termine oggi dai carabinieri del comando provinciale di Reggio che, in collaborazione con la polizia tedesca, hanno arrestato 10 persone accusate di associazione mafiosa. L’indagine della Dda di Reggio, denominata “Rheinbrücke”, è una prosecuzione dell’operazione “Helvetia” e, come la precedente, conferma che il “modello” ‘ndrangheta è stato esportato in altre nazioni clonando la struttura tradizionale delle cosche calabresi. Pur godendo di una certa autonomia, i “locali” e le “società” esistenti all’estero mantengono comunque legami molto stretti con i vertici delle ‘ndrine in Calabria, tanto che ogni decisione che riguarda strutture e gerarchie necessita del beneplacito degli “organi direttivi” nella terra d’origine. Le indagini hanno consentito di individuare altre persone che apparterebbero alla “Società di Singen” e, inoltre, hanno svelato l’esistenza di altre “locali” omologhe nelle città tedesche di Rielasingen, Ravensburg ed Engen. Gli inquirenti hanno ricostruito i contrasti esistenti sul confine svizzero-tedesco, in particolare tra le ‘ndrine di Singen e Frauenfeld (Svizzera). Proprio a Singen era attivo un “locale” che, fino a un certo periodo, sarebbe stato capeggiato da Bruno Nesci, già arrestato nell’operazione Crimine, che avrebbe stretti legami sia con la “società” di Rosarno che con il “crimine” di San Luca. Il “locale” svizzero di Fraeunfeld, invece, sarebbe capeggiato da un altro fabriziese d’origine, Antonio Nesci, già fermato nell’operazione Helvetia. Gli inquirenti hanno individuato i presunti associati e definito anche ruoli e cariche degli arrestati. Antonio Critelli, originario di Borgia, è considerato il capo del locale di Rielasingen, mentre il suo vice sarebbe Domenico “Mimmo” Nesci. Poi, sempre nello stesso locale: Salvatore Cirillo era il “mastro di giornata”; Achille Primerano era in grado di conferire cariche e doti; Raffaele Nesci, “Micuzzo” Nesci, Vittorio Ienco e Raffaele Giacomini facevano parte della società e avevano il compito «di assicurare le comunicazioni tra gli associati, partecipare alle riunioni ed eseguire le direttive dei vertici della associazione, riconoscendo e rispettando le gerarchie e le regole interne al sodalizio»; Raffaele Primerano e Maria Giovanna Nesci, in concorso con Giuseppe Antonio Primerano e altri sarebbero invece organici alla ‘ndrina di Fabrizia e, scrivono i carabinieri, «svolgevano un ruolo nelle dinamiche tra la locale di Rielasingen, la locale di Frauenfeld e la locale di Singen, scambiando comunicazioni su importanti questioni associative con i principali esponenti delle suddette articolazioni dell’associazione».

s. pel.

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