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A Paola una due giorni in ricordo di Antonio Maiorano

In occasione dell’undicesimo anniversario dell’assassinio di Antonio Maiorano, il coordinamento provinciale di Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie “Roberta Lanzino” di Cosenza il 20 …

Pubblicato il: 18/07/2015 – 8:48
A Paola una due giorni in ricordo di Antonio Maiorano

In occasione dell’undicesimo anniversario dell’assassinio di Antonio Maiorano, il coordinamento provinciale di Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie “Roberta Lanzino” di Cosenza il 20 e 21 luglio, a Paola, promuove una due giorni di memoria e impegno, «alla riscoperta – è scritto in una nota del coordinamento – di quelle storie rimosse con troppa disinvoltura da un territorio che spesso continua a lasciarsi cogliere di sorpresa dalla prepotenza di una ‘ndrangheta sempre più invadente e sfacciata». 

Antonio Maiorano il 21 luglio del 2004 si era recato, come ogni mattina, a prestare la sua attività lavorativa nella postazione antincendio del Consorzio di bonifica Valle Lao, allestita nel campo sportivo di Paola, e dopo qualche minuto del suo arrivo è stato assassinato perché scambiato per un boss della ‘ndrangheta, dipendente di quel Consorzio. 

Lunedì 20 luglio, alle 18.30 al circo velico “Le vele”, zona Pennelli di Paola (settima T), avrà luogo il laboratorio dal titolo “Verità è giustizia”. I lavori saranno introdotti da Olimpia Affuso, sociologa Unical, e da Matteo Luzza, referente regionale “Memoria di Libera”. A seguire, le storie delle vittime innocenti saranno raccontate dalla viva voce dei loro familiari. Martedì 21 luglio ore 18.30, in piazza IV novembre a Paola, ci sarà un dibattito pubblico in cui interverranno Marta Perrotta e Giap Parini (coordinamento provinciale Libera Cosenza), Marisa Manzini, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza. Concluderà i lavori don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Modereranno Sabrina Garofalo (referente provinciale di Libera) e Chiara Maiorano (familiare di Antonio Maiorano).

«Due giorni di memoria e impegno – conclude il coordinamento – per ricordare le vittime, raccontare le loro storie, e farle rivivere. Ogni volta che pronunciamo il loro nome, li sottraiamo a quella morte. Conservare la memoria di queste persone diventa un atto di ribellione contro la brutalità, una riaffermazione della giustizia contro la violenza e la sopraffazione. Ecco perché memoria è giustizia, ecco perchè occorre riappropriarsi del territorio e di tutto ciò che la mafia contende alla cittadinanza, ecco perché onorare la memoria delle vittime diventa un atto di corresponsabilità».

 

m.m.

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