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Il Pd calabrese va ricostruito dalle fondamenta

Nella politica calabrese, quella dei partiti e quella delle istituzioni, si vive un’evidente condizione di insoddisfazione generale, mentre, di converso, si respira un’afa  climatica di rasseg…

Pubblicato il: 22/07/2015 – 8:07

Nella politica calabrese, quella dei partiti e quella delle istituzioni, si vive un’evidente condizione di insoddisfazione generale, mentre, di converso, si respira un’afa  climatica di rassegnazione generalizzata! Se non è un ossimoro poco ci manca! Difficile che un insoddisfatto possa rassegnarsi, ma in Calabria succede anche questo! Inutile nasconderlo, tanto non giova a nessuno! Non giova alla maggioranza e non giova all’opposizione! Perché non giova a quest’ultima è argomento che lascio volentieri alla riflessione degli interessati, mentre mi sforzerò, per quanto possibile con spirito costruttivo, di spiegare le diverse motivazioni che inducono a farmi pensare perché tutto ciò non giovi né a Magorno e né, tantomeno, a Oliverio! Intanto partendo dalla banale considerazione che, per quanto paradossale e inverosimile possa apparire, si stanno creando i presupposti psicologici e percettivi per l’avvento dell’era del rimpianto! Come dire che si stava meglio quando si stava peggio! E in politica, si sa, rimpiangere il passato non fa presagire tempi buoni! A chi venisse in mente di accostare la tempistica di queste mie riflessioni con lo stato di confusione che si è venuto a creare dopo la vicenda di “Rimborsopoli” chiarisco subito che è totalmente fuori strada, avendo già chiarito in precedenza che nella fattispecie siamo di fronte a fatti assai meno gravi di altri che nel recente passato hanno attraversato la vita della Regione nei suoi assetti istituzionali e sub regionali!

D’altra parte Magorno e Oliverio, ma anche Canale e Callipo che sono stati diretti competitori interni, risultano totalmente estranei dal punto di vista giudiziario a questo e agli altri fattacci sopra citati, ma a loro vorrei suggerire, per non dire consigliare, di riappropriarsi del gusto del dibattito e della dialettica, nel convincimento che la democrazia si nutre delle diversità e si arricchisce con la partecipazione! Demonizzare il contrasto e svilire il confronto sono atti di demenza politica che non aiutano al superamento delle difficoltà oggettive che sta vivendo la Calabria e, con essa, il maggiore partito che la governa! Il segreto dell’inversione di tendenza e, quindi, del cambiamento del clima sta tutto nel governo dei processi decisionali, purtroppo ultimamente lasciato fuori dai luoghi di pertinenza che sono rispettivamente gli organi di partito e le assemblee elettive istituzionali! Se qui si continua con le liturgie “romanzate” e con i silenzi imbarazzanti assisteremo ad una nuova pericolosissima stagione di veleni e di omertose omissioni, dagli esiti già sperimentati, che impedirà non solo di leggere gli ultimi risultati negativi ed insoddisfacenti ottenuti dal Pd in Calabria, quasi a dimostrazione della crisi del rapporto di fiducia assegnato al centro sinistra nel novembre scorso, quanto di accompagnare lo sforzo di superamento della fase di degrado morale che ha gettato discredito  e minato la stessa credibilità delle rappresentanze istituzionali ad ogni livello!

Il Pd di oggi in Calabria – probabilmente condizionato dallo stato di disfacimento (senza precedenti) del centrodestra – non riesce ancora a ritrovarsi nelle ragioni della sua stessa nascita e non sa come farsi carico di una riconoscibilità forte e credibile in grado di offrire sponde all’azione di governo di Mario Oliverio con proposte concrete sulle politiche attive per il lavoro, sulla sburocratizzazione dell’ente, sull’utilizzo dei fondi comunitari, sul piano anti corruzione, sulla lotta ai poteri criminali, sulla salvaguardia ambientale, sul dissesto idrogeologico! Sarebbe inaccettabile, forse anche intollerabile, non capire che la situazione generale di insoddisfazione-rassegnazione interpella innanzitutto la responsabilità della classe dirigente del Pd che deve saper esprimere una chiara proposta politica di accompagnamento riconoscibile ed immediata nei tempi della sua realizzazione.

Se questo lo farà, poi, con una chiara azione di coinvolgimento di tutti i territori e delle diverse sensibilità riformiste presenti nel partito, allora potrà tentare di dismettere le  spoglie di sudditanza per diventare unitariamente protagonista di quell’esigenza di discontinuità e cambiamento, non solo nelle rappresentanze istituzionali, ma anche nei gruppi direzionali che non possono essere perpetuati con modalità e forme autoreferenziali e conservatrici!

Serve, quindi, in proposito un preciso disegno ricostruttivo del Pd calabrese che, parallelamente e in sintonia con l’azione di Mario Oliverio, preveda il superamento delle confusioni, delle ipocrisie unanimistiche, dei tatticismi di comodo e dello spirito di autoconservazione di un ceto politico figlio di stagioni tramontate e definitivamente da archiviare! Magorno dimostri di aver capito la lezione ed apra finalmente le porte alla generosa militanza di tanti dirigenti che hanno sempre combattuto in prima linea e con totale dedizione al supremo interesse della causa comune.

**Componente Assemblea “fantasma” Pd Catanzaro

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