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I Re Magi alla Cittadella

Alcuni giurano di aver visto lungo l’A3, all’altezza dello svincolo di Laino Borgo, Gaspare, Melchiorre, Baldassarre senza i loro rispettivi doni tradizionali (oro, incenso e mirra). Impegnati in u…

Pubblicato il: 04/01/2016 – 15:55
I Re Magi alla Cittadella

Alcuni giurano di aver visto lungo l’A3, all’altezza dello svincolo di Laino Borgo, Gaspare, Melchiorre, Baldassarre senza i loro rispettivi doni tradizionali (oro, incenso e mirra). Impegnati in una guida difficile, stante il perenne disagio autostradale, ma animati dalla voglia di arrivare in tempo alla Cittadella di Germaneto per ivi depositare al decimo piano: l’unguento magico per sistemare i conti, afflitti dall’incuranza e dall’omertà; la pietra dura a tal punto da rompere tutti i retaggi e recidere le complicità che hanno ingabbiato da sempre il prodotto politico e burocratico regionale; l’olio (quasi) santo capace di garantire una sanità godibile, un riordino degli enti locali e le risorse comunitarie spendibili a tutela esclusiva dell’interesse pubblico.
Insomma per la Calabria si profila una nuova Epifania, affrancatrice delle vecchie schiavitù cui sono sottoposti da tempo i calabresi. Occorre fare un buon uso dei doni recati da tre Re d’Oriente, costretti ad arrivare dalle nostre parti attesa l’assenza di nobiltà autoctone, garanti di elevata cultura e altruismo diffuso.
Il governatore Oliverio – che ovviamente nulla a che fare con il più noto destinatario del presepe, nè per età che per genealogia – saprà bene utilizzarli per dare alla Regione Calabria la sferzata che merita. Un risveglio produttivo è ciò che occorre alla politica e alla burocrazia, specie a quella più anticamente insediata. L’occasione per dare all’azione istituzionale quella spinta propulsiva, necessaria ad espellere l’obsoleto e fare posto all’attività autenticamente produttiva.
Senza i necessari cambiamenti (Re Magi dicunt) non si andrà da alcuna parte e le cose continueranno a rimanere così come sono, se non peggio. Si continueranno a perdere gli ultimi treni della programmazione comunitaria, attraverso la quale gli altri (a cominciare dalla Basilicata e dalla Puglia) hanno fatto passi da giganti, assicurando crescita del Pil regionale e occupazione. Non si prenderanno al volo le opportunità che il governo centrale sta approntando, nonostante la reticenza a programmare ed investire in Calabria ciò che era stato promesso come esito del Masterplan.
Il programmato dissolvimento delle società partecipate, dalla gestione scandalosa dalle nostre parti, la incentivazione per le fusioni dei Comuni previste nel progetto di decreto attuativo della riforma Madia, che sarà approvato tra qualche giorno dal Consiglio dei ministri, potranno fare miracoli in Calabria. Sempreché la Regione sappia adempiere prontamente, anche con leggi adeguate, difficili ad approvarsi alla nostra latitudine.
Quanto alla sanità (i Re Magi confidenzialmente consigliano) occorre passare dal dire al fare. Solo che si vogliano alleviare i danni ai calabresi derivanti da una sanità dissennata. Certo che occorre rinegoziare l’accordo Governo-Regioni (lo dico da tre anni senza essere il quarto dei Re Magi!), è vecchio, obsoleto e male concepito. Un accordo venuto fuori soprattutto per nominare gli advisor, senza la minima cognizione di come e cosa fosse la Calabria del disservizio. Insomma, all’oscuro della rete viaria, delle montagne, dei fiumi e così via.
Non solo necessita “rinegoziare” i rapporti con il commissario ad acta, solo che si voglia evitare una guerra inutile e sado-masochista. Su tutto bisogna portare in consiglio regionale la programmazione, assistita da audizioni pubbliche con le categorie interessate, ivi compreso il Tribunale dei malati.
Solo così potranno ritornare ad esser frequentabili i pronto soccorso e più certa la tutela della salute. Solo così si potrà uscire dal buio dell’abbandono, dall’insipienza che ha caratterizzato la gestione della salute e della trascuratezza dei diritti degli altri, specie dei più deboli.
Le nomine dei nuovi direttori generali fanno sperare per il meglio.

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