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Clan Grande Aracri alla sbarra

CATANZARO Partirà il prossimo tre marzo a Crotone il processo con rito ordinario che vedrà sul banco degli imputati presunti affiliati e sodali del clan Grande Aracri di Cutro.Nel giorno in cu…

Pubblicato il: 15/01/2016 – 21:14
Clan Grande Aracri alla sbarra

CATANZARO Partirà il prossimo tre marzo a Crotone il processo con rito ordinario che vedrà sul banco degli imputati presunti affiliati e sodali del clan Grande Aracri di Cutro.
Nel giorno in cui dall’Emilia Romagna un nuovo colpo veniva inferto alle cosche calabresi colpite dall’inchiesta “Aemilia”, attraverso sequestri preventivi e ordinanze di custodia cautelare, per il procedimento Kiterion – madre di tutte le operazioni, compresa “Aemilia”, contro le cosche cutresi e il clan Grande Aracri in particolare – si è conclusa la lunga udienza preliminare nell’aula bunker del carcere di Catanzaro. Un’udienza che doveva decidere sulla posizione di 51 imputati. Sei i non luogo a procedere stabiliti dal gup, che riguardano soggetti che non erano stati raggiunti da ordinanze di custodia cautelare: Giuseppe Caccia, Antonio Colacino, Giuseppe Colacino, Domenico Grande Aracri, Giuseppe Ranieri Migale e Giuseppe Villirillo. Il processo si svolgerà, dunque, per 45 presunti affiliati e sodali del clan. Tra questi sono 29 coloro che seguiranno il rito abbreviato, compreso Nicolino Grande Aracri, considerato il boss della cosca di Cutro, e per loro il processo prenderà il via il 18 febbraio a Catanzaro.Le accuse mosse a vario titolo agli indagati, vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’estorsione e tentata estorsione, alla violazione delle leggi in materia di armi, e anche omicidio, ricettazione, violenza privata, lesioni personali, rapina, usura. Secondo l’inchiesta – coordinata dai sostituti della distrettuale antimafia di Catanzaro Domenico Guarascio e Vincenzo Capomolla – i tentacoli della cosca si sono potentemente ramificati in Calabria e nel Nord Italia: «Con collegamenti e vincoli con altri gruppi autonomamente operanti nel territorio di Crotone, in Emilia Romagna e altri luoghi del Nord Italia e diretta influenza, anche decisionale, sulle locali e/o ‘ndrine di ‘ndrangheta operanti nell’area geografica compresa tra Vibo Valentia e Crotone, fino alla provincia di Cosenza, attraverso la fascia jonica della provincia di Catanzaro».

 

 Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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