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Ace Pellaro, il pasticcio di Oliverio

REGGIO CALABRIA L’autocrazia (mascherata) di Oliverio condanna l’Ace Pellaro. Il governatore non pare esente da responsabilità rispetto alla seconda “chiusura” in pochi mesi del centro di medicina …

Pubblicato il: 18/02/2016 – 11:57
Ace Pellaro, il pasticcio di Oliverio

REGGIO CALABRIA L’autocrazia (mascherata) di Oliverio condanna l’Ace Pellaro. Il governatore non pare esente da responsabilità rispetto alla seconda “chiusura” in pochi mesi del centro di medicina solidale di Reggio, la cui attività era stata sospesa una prima volta e novembre a causa della mancanza delle relative autorizzazioni regionali, fino ad arrivare alla diffida di pochi giorni fa, con la quale il dipartimento Salute ha intimato lo stop alle attività diagnostiche. Nel mezzo, una riunione (7 gennaio) tra Oliverio, il suo “consigliere sanitario” Franco Pacenza, il capogruppo del Pd Sebi Romeo, il dg del dipartimento Riccardo Fatarella e il presidente di Ace Carmelo Caserta, dopo la quale la struttura ha temporaneamente riaperto i battenti.

AUMMA AUMMA Per certi versi la vicenda richiama quella della Cardiochirurgia di Catanzaro, per la quale il dg dell’Asp Perri aveva richiesto la sospensione dell’attività in seguito ai rilievi formulati dalla commissione per l’accreditamento dell’Azienda provinciale di Crotone. In quel caso era intervenuto il commissario regionale Scura, che con un decreto ufficiale aveva annullato tutta la procedura. Un atto d’imperio, simile a quello di Oliverio. Solo che, in relazione ad Ace, non esiste alcun atto ufficiale di revoca dei provvedimenti adottati dal dipartimento. Né al termine della riunione è stato stilato un verbale da trasmettere poi agli uffici competenti. Pare sia stato, insomma, un vertice informale, durante il quale sono state prese decisioni “aumma aumma”, senza alcuna disposizione para-legislativa.

L’ANNUNCIO Fatto sta che, subito dopo la riunione, il centro – nonostante le direttive del dipartimento, che aveva chiesto al sindaco di Reggio di chiudere la struttura – riprende la sua attività, con lo stesso Caserta che, con una nota, riserva un «ringraziamento particolare» a Oliverio, Pacenza, Romeo e Fatarella, che «si sono impegnati per una positiva soluzione della vicenda nel rispetto di ruoli e regole». Ma il “fascicolo Ace”, in realtà, non ha mai accolto nuove disposizioni ufficiale in grado di modificare le vecchie. Tutto è rimasto com’era: il centro, per la Regione, era ed è abusivo.

(La diffida del dipartimento e l'”auto-autorizzazione” di Caserta)
diffida autorizz

L’AUTO-AUTORIZZAZIONE In verità a Catanzaro un documento arriva. Lo firma lo stesso Caserta ed è un atto inedito (la cui legittimità è tutta da dimostrare), con il quale il presidente di Ace si sostituisce alla Regione e autorizza i medici della struttura a esercitare prestazioni «dalle quali risulta il carattere di non invasività, non complessità e non pericolosità per il paziente». Tanto basta, secondo Caserta (su suggerimento di chi?), per far ripartire la medicina solidale. Poi però il dipartimento Salute – con un atto firmato dal dirigente del servizio Autorizzazioni e accreditamento, Vittorio Elio Manduca – diffida i tre medici in questione e fa saltare il piano di Caserta. È una smentita anche per Oliverio, che il 3 dicembre scorso – in contrasto con quanto stabilito dal dipartimento – dichiarava (a Strill.it): «Sono a conoscenza della situazione e ho già dato mandato alla triade commissariale dell’Asp reggina di occuparsi della faccenda. Quel che è certo è che una simile realtà non può chiudere e resterà aperta». Ma i suoi (mascherati) tentativi autocratici non sono poi andati a buon fine.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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