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«Le primarie a Cosenza? Le faremo al primo turno»

COSENZA Paolini lo ribadisce: non ci pensa neanche a ritirare la propria candidatura. E, nel farlo, delinea bene i contorni di quello che considera il proprio elettorato: i cosentini di centrosinis…

Pubblicato il: 10/03/2016 – 10:22
«Le primarie a Cosenza? Le faremo al primo turno»

COSENZA Paolini lo ribadisce: non ci pensa neanche a ritirare la propria candidatura. E, nel farlo, delinea bene i contorni di quello che considera il proprio elettorato: i cosentini di centrosinistra e, in particolare, quelli del Pd mortificati dal mancato appuntamento con le primarie. Che, a questo punto, si faranno al primo turno delle comunali. Il ragionamento del candidato del Pse parte dallo scenario italiano e dallo scandalo del «mercimonio denunciato a Napoli da Bassolino» ma mira – ovviamente – a Cosenza: «Si fanno le primarie dove il risultato previsto è sufficientemente favorevole alla cordata del segretario nazionale, renziana per definizione e comportamenti, ma non si fanno dove la cordata non è sicura di vincere. È quanto accaduto a Cosenza, a differenza del resto d’Italia, dove guarda caso, le primarie si sono svolte là dove i candidati renziani hanno vinto». E «si può accettare tutto ma non la doppiezza e la sfrontatezza con la quale Lorenzo Guerini (l’uomo che a Cosenza ha “incoronato” Lucio Presta, ndr), plenipotenziario di Matteo Renzi per il Sud, ha commentato le primarie in una intervista rilasciata a “Il Mattino” di Napoli. Di fronte al “disgusto” manifestato da Bassolino a fronte delle immagini che documentano la compravendita di voti davanti ai seggi, Guerini esalta il valore “fondante” delle primarie, come strumento di democrazia e di partecipazione dei cittadini, che legittimano la vittoria della candidata renziana contrapposta a Bassolino. Guerini rivendica al Pd il merito di avere riavvicinato con le primarie i cittadini alla politica rendendoli protagonisti della scelta dei candidati». Arriva a parlare, Guerini, di «cessione di sovranità ai cittadini».
Secondo Paolini è «quello che avevamo chiesto a Cosenza perché anche noi siamo convinti che il valore “fondante” che connota e qualifica la democrazia è la partecipazione dei cittadini. Ma per Guerini il valore fondante riguarda Roma, Milano, Napoli e il resto d’Italia ma non Cosenza. Nella città di Telesio la partecipazione dei cittadini diventa un valore di riserva, opzionale, sottostante agli obiettivi di potere e di controllo del partito da parte dei feudatari e notabili locali, ieri dalemiani e bersaniani e oggi genuflessi ai voleri e alle imposizioni di Renzi». 
Un’offesa per «gli elettori cosentini, gli iscritti del Pd e gli elettori di centrosinistra trattati come sudditi senza diritti e come massa di manovra per obiettivi di puro potere. Una ragione in più per mantenere la mia candidatura, per difendere la dignità della politica e l’orgoglio legittimo dei cosentini per la storia politica della città, per dare soprattutto agli elettori di centrosinistra di manifestare il loro dissenso nei confronti di un gruppo dirigente locale, autoreferenziale e carrierista, eticamente fortemente compromesso, che tiene il Pd in ostaggio per le proprie convenienze dentro e fuori delle istituzioni».
«Gli ultimi avvenimenti di Napoli – spiega ancora Paolini –, mi hanno ancor di più convinto quanto sia giusto e politicamente doveroso che i cittadini elettori cosentini, ma soprattutto quelli del Pd e del centrosinistra, abbiano la possibilità di votare un candidato alternativo a quello imposto da Guerini e dai notabili locali del Pd. Ai Guerini, alle Serracchiani e ai Lotti bisogna dire a muso duro che le primarie non possono valere quando a vincere è un candidato renziano e diventano inaffidabili, come ha esplicitato Lucio Presta a La Repubblica, quando c’è il rischio di perdere. Ma ormai il tempo è scaduto. Si va al primo turno e saranno i cosentini a pronunciarsi e a scegliere».

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