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Barbanti: salvare l'area di Kaulon dall'indifferenza

CATANZARO «Mentre si sta per entrare nel periodo caldo delle consultazioni referendarie, propedeutico a quello bollente delle consultazioni amministrative che in molti comuni della Calabria vedrann…

Pubblicato il: 19/03/2016 – 16:25
Barbanti: salvare l'area di Kaulon dall'indifferenza

CATANZARO «Mentre si sta per entrare nel periodo caldo delle consultazioni referendarie, propedeutico a quello bollente delle consultazioni amministrative che in molti comuni della Calabria vedranno impegnati tutti gli schieramenti ad accusarsi ed attribuirsi responsabilità, un pezzo di Calabria e di storia muore nell’indifferenza di tutti. È l’area archeologica Paolo Orsi ed in particolare l’unità abitativa Casa Matta dove all’interno è contenuto il grande mosaico dei draghi e dei delfini, opera dal valore inestimabile considerati: “quell’ammasso di pietre e ruderi sommersi dall’erba alta” lungo la strada che porta a Monasterace, una testimonianza del nostro glorioso passato storico-culturale lasciato in balìa degli elementi e dei pochi turisti che passeggiando sulla spiaggia si portano via il “ricordino” della vacanza, saccheggiando l’enorme patrimonio abbandonato». È quanto afferma, in una dichiarazione, il deputato Sebastiano Barbanti. «Sì, sulla spiaggia, spenti i riflettori che hanno portato i network televisivi più importanti del mondo a documentare la distruzione portata dal ciclone Nettuno al Tempio Dorico di Kaulon – prosegue Barbanti – poco o niente è stato fatto nonostante i fondi siano stati stanziati e giacciano fermi, si dice, per un contenzioso tra le aziende che hanno partecipato alla gara d’appalto. Di solito, al calare della tempesta, l’indignazione dei benpensanti e della cosiddetta anti-politica si spegne subito dopo che il giornalista rivolge la telecamera verso un argomento più gustoso, e per i “funzionari anticasta”, mediaticamente più appetibile. Rimangono sul territorio, abbandonate ad ululare alla luna, le associazioni locali, i comitati ed i pochi cittadini che considerano questi massi e questi ruderi una risorsa ed un bene da preservare per chi verrà dopo di loro, con l’auspicio per i loro eredi di aver una predisposizione maggiore alla tutela ed al rispetto dei beni storico-archeologici di quella che hanno avuto i loro genitori». «Dalla prossima settimana interesserò direttamente la Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici – sostiene il deputato – per capire in primis come mai i fondi stanziati sono bloccati da contenziosi burocratici in barba all’urgenza della salvaguardia del sito ed in seconda battuta quali iniziative ha in progetto la Soprintendenza per la totalità del sito, perché ad oggi i cittadini hanno la sensazione che questi “massi coperti da erba alta” siano considerati più un peso dall’ente in questione, che non un opportunità turistica per il territorio».

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