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Procura di Milano, il Csm pensa a Gratteri

LAMEZIA TERME Nicola Gratteri, che pure la scorsa settimana era stato indicato dalla Commissione incarichi del Csm per l’incarico di nuovo procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di…

Pubblicato il: 21/03/2016 – 12:26
Procura di Milano, il Csm pensa a Gratteri

LAMEZIA TERME Nicola Gratteri, che pure la scorsa settimana era stato indicato dalla Commissione incarichi del Csm per l’incarico di nuovo procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, oggi è stato convocato a Roma per essere sentito, dalla stessa Commissione, anche in merito alla nomina del nuovo procuratore distrettuale di Milano.
Una convocazione, quella di Gratteri, arrivata quando ormai i giochi sembravano fatti sia su Catanzaro che su Milano. Nel capoluogo lombardo, infatti, sembrava fosse ormai una competizione a due tra l'”interno” Francesco Greco e Giovanni Melillo, attuale capo di gabinetto del guardasigilli. Qualcosa deve aver fatto saltare gli equilibri correntizi, che ormai anche al Consiglio superiore della magistratura è di moda il manuale Cencelli, rimettendo in pista anche candidature che sembravano superate come, appunto, quella di Nicola Gratteri.
In sede di audizione, ora viene chiesto a Gratteri come intenderebbe operare e quali criteri di politica criminale consiglierebbe nel caso toccasse a lui sistemarsi nella poltrona di procuratore capo a Milano. Una poltrona che fu di Borrelli e di D’Ambrosio ma che ultimamente ha perso molto prestigio per via, da ultimo, degli scontri avutisi all’interno della procura milanese sulla scia del conflitto tra il procuratore uscente Bruti Liberati e l’aggiunto Robledo.
Proprio per questa ragione molti vorrebbero una nomina nel segno della discontinuità, il che non giova alla candidatura di Francesco Greco o di Ilda Boccassini (anche lei convocata per oggi al Csm), mentre riattualizza quella di Nicola Gratteri che, indiscutibilmente, andrebbe in direzione di una svolta assoluta. Ciò detto, però, resta il fatto che Gratteri avrebbe ribadito di preferire la nomina al vertice della Dda di Catanzaro, per la quale ha avuto disco verde dalla Commissione con tre voti favorevoli. Altri due sono andati a Mario Spagnuolo, altra candidatura prestigiosa e in corsa anche come procuratore capo di Cosenza.

pa.po.

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