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La battaglia di Nesci contro i privilegiati della Regione

CATANZARO Con apposita nota, la deputata M5S Dalila Nesci ha sollecitato la Regione Calabria, i ministeri dell’Economia e della Giustizia nonché la Procura di Catanzaro e della Corte dei conti all’as…

Pubblicato il: 04/04/2016 – 15:56
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La battaglia di Nesci contro i privilegiati della Regione

CATANZARO Con apposita nota, la deputata M5S Dalila Nesci ha sollecitato la Regione Calabria, i ministeri dell’Economia e della Giustizia nonché la Procura di Catanzaro e della Corte dei conti all’assunzione delle iniziative di competenza rispetto ai 15 milioni corrisposti illegittimamente, secondo la Ragioneria generale dello Stato, a diversi dirigenti nominati dalle ultime giunte regionali di centrosinistra e centrodestra, guidate da Agazio Loiero e Giuseppe Scopelliti. In proposito, con particolare riferimento all’incarico conferito all’avvocato Franco Zoccali, all’epoca capo della Presidenza della Regione Calabria, la parlamentare aveva presentato un’interrogazione e uno specifico esposto nel settembre del 2014, rimasti senza riscontro.
Secondo l’esponente 5 stelle «è assurdo che, specie in una grave situazione di crisi e mancanza di lavoro, in Calabria vi siano privilegiati cui sia consentito di trattenere centinaia di migliaia di euro percepiti indebitamente». « A titolo di esempio ricordo – dichiara la parlamentare – che per carenza di risorse vi sono diversi arretrati da corrispondere ai lavoratori della Fondazione Terina, ancora non assorbiti ai sensi della legge regionale 24/2013. Gli ex lavoratori della Fondazione Campanella avanzano il trattamento di fine rapporto e più mensilità, mentre tra i disoccupati cosiddetti “invisibili” di San Giovanni in Fiore c’è chi non sa nemmeno come pagare le bollette». «Non si può più permettere – obietta la parlamentare 5 stelle – che in Calabria gli amici del potere vivano nel lusso e i comuni mortali debbano patire la fame».
«Perciò – conclude Nesci – ognuno, Regione, ministeri e magistratura, faccia la sua parte per recuperare quei 15 milioni e punire gli eventuali responsabili di abusi e violazioni».

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