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Carpentieri, la nomina nel mirino di Procure e Anac

REGGIO CALABRIA L’affaire Carpentieri finisce in Procura e sul tavolo di Raffaele Cantone. Il segretario provinciale reggino della Uil Fpl, Nuccio Azzarà, ha presentato un circostanziata denuncia a…

Pubblicato il: 18/04/2016 – 16:29
Carpentieri, la nomina nel mirino di Procure e Anac

REGGIO CALABRIA L’affaire Carpentieri finisce in Procura e sul tavolo di Raffaele Cantone. Il segretario provinciale reggino della Uil Fpl, Nuccio Azzarà, ha presentato un circostanziata denuncia affinché venga fatta luce sulla nomina del nuovo direttore amministrativo dell’ospedale di Reggio e sull’avviso pubblico emesso dalla giunta Oliverio, che ha permesso l’aggiornamento degli elenchi degli idonei alle nomine dirigenziali degli ospedali calabresi. Un bando nel quale l’ex segretario generale del Consiglio Carpentieri è risultato in possesso dei requisiti richiesti per svolgere l’incarico poi effettivamente assegnato, per una durata di tre anni, dal dg dell’ospedale reggino, Frank Benedetto.
L’esposto è stato inviato – oltre che alle Procure di Reggio, Catanzaro e Locri, all’Autorità anticorruzione di Cantone, alla Corte dei conti, al ministero dell’Economia, ai commissari alla Sanità regionale – anche al presidente della Repubblica Mattarella e al premier Renzi.

LA DENUNCIA Nel suo esposto, Azzarà chiede all’Anac e ai commissari Scura e Urbani di intervenire «per far sì che sia possibile il rispetto rigoroso delle norme e delle procedure di legge» che, nel caso della nomina di Carpentieri, risulterebbero «calpestate» dalla Regione e dai vertici del Bianchi-Melacrino-Morelli. Le Procure interpellate, invece, vengono invitate ad accertare le eventuali responsabilità penali e contabili legate alla vicenda. Azzarà ricorda le prescrizioni di legge in relazione alla nomina dei direttori amministrativi che, oltre a non dover avere età superiore ai 65 anni, «deve aver svolto una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa prestata per almeno cinque anni in enti e strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione». La giunta regionale, invece – spiega Azzarà –, nonostante un quadro normativo «chiaro e inconfutabile», in un colpo solo ha reintrodotto il principio in base al quale l’attività qualificata di direzione tecnica e amministrativa può essere svolta anche in enti non sanitari, «in evidente spregio del principio giuridico universalmente noto che per integrare, modificare o abrogare una legge, serve una nuova legge di pari grado, e non già un atto amministrativo».

I POSSIBILI REATI Tra i responsabili di tutta la vicenda Azzarà include anche il dg del dipartimento Salute, Riccardo Fatarella, e il capo dell’ospedale reggino, Benedetto. Il primo perché ha dichiarato idonei alla carica Carpentieri e il direttore sanitario dei Riuniti, Italia Rosa Albanese, «nonostante fossero privi dei requisiti previsti» dalle norme in vigore; il secondo per aver riconferito l’incarico a Carpentieri per tre anni («con la conseguenza che, alla scadenza del contratto, nel 2019, lo stesso avrà abbondantemente superato il limite di età di 65 anni) e ad Albanese, che è «priva del requisito di cinque anni di struttura complessa».

CAPOLAVORI” Secondo il sindacalista Uil si tratta di «capolavori di ardita ingegneria giuridica» che, oltre a essere «illogici», contrastano «con i canoni costituzionali di buon andamento ed efficienza della pubblica amministrazione». Di fronte a queste «illegalità», Azzarà ritiene che soprattutto la magistratura non possa non intervenire «con rapidità e determinazione, adottando, ove necessario, provvedimenti di natura cautelare al fine di impedire che eventuali illeciti amministrativo-contabili e penali siano portati a ulteriori e più gravi conseguenze».

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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