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dalla confisca alla rinascita

Bovalino, il cantiere del riscatto giunge al traguardo: si inaugura la “Casa della Legalità”

La struttura, confiscata alla criminalità organizzata, è rinata dopo anni di degrado e verrà intitolata alla memoria di Alfredo Battaglia

Pubblicato il: 14/05/2026 – 11:45
di Mariateresa Ripolo
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Bovalino, il cantiere del riscatto giunge al traguardo: si inaugura la “Casa della Legalità”

BOVALINO Una ristrutturazione non facile, viste le condizioni in cui versava il palazzo situato a poca distanza dall’ingresso di Bovalino. Ma il percorso di rinascita è arrivato a destinazione. Dalla confisca alla ‘ndrangheta alla restituzione pubblica: il 23 maggio sarà finalmente inaugurata la “Casa della Legalità”, un evento che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e dell’attore Giorgio Pasotti.
Già nel 2023, su queste pagine, avevamo documentato lo stato di desolazione della struttura: un palazzo di tre piani, sottratto alla criminalità organizzata e marchiato dal fuoco di un rogo appiccato dopo il sequestro, avvenuto oltre dieci anni fa. Oggi l’immobile appare completamente trasformato: il progetto ha permesso di ricavare al suo interno dei laboratori e una grande sala conferenze destinata alla cittadinanza.
Il sindaco Vincenzo Maesano parla di quest’opera come del punto più alto del suo mandato amministrativo: «La Casa della Legalità è l’opera pubblica che mi rende più orgoglioso perché viene restituita alla comunità. È il segno tangibile del senso civico, dell’onestà e della laboriosità di Bovalino, che per troppo tempo è stata vittima incolpevole di azioni criminose che ne hanno deturpato l’immagine e l’identità».

Nel nome di Alfredo Battaglia

Il valore civile dell’operazione trova il suo culmine nella scelta dell’intitolazione. La struttura sarà dedicata ad Alfredo Battaglia, il tredicenne vittima del primo sequestro di persona nella storia di Bovalino. È la risposta più forte della memoria storica bovalinese: trasformare il ricordo di un trauma collettivo in un presidio di speranza: «Concluso l’iter amministrativo – spiega ancora il primo cittadino – la Casa sarà intitolata ad Alfredo, vittima di un sequestro a soli 13 anni. Fu il primo atto criminale di questo genere ai danni di un bovalinese che, per la sua gentilezza e riservatezza, è sempre rimasto nel cuore di tutti. Anche questo sarà una risposta di identità: Bovalino è una bella città, continuiamo insieme a farlo vedere».

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