Catanzaro e l'arte dell'impossibile
Tutto, o quasi, a Catanzaro diventa possibile a seconda da dove proviene la richiesta. L’ennesima vicenda è di questi giorni e riguarda la struttura dell’ex ospedale militare di piazza Stocco chiusa…
Tutto, o quasi, a Catanzaro diventa possibile a seconda da dove proviene la richiesta. L’ennesima vicenda è di questi giorni e riguarda la struttura dell’ex ospedale militare di piazza Stocco chiusa da oltre un decennio. È stato sufficiente che il nuovo procuratore della Repubblica dicesse, in occasione del suo insediamento, che o si dava corso alla richiesta fatta dal suo predecessore per trasferire gli uffici della Procura divenuti insufficienti nell’ex ospedale oppure avrebbe fatto in modo di spostarli a Germaneto, nei pressi del palazzo della Regione.
Sindaco e Giunta si sono dati subito da fare e, con inconsueta celerità, hanno avviato l’iter cercando di superare nel più breve tempo possibile anche gli ostacoli che potrebbero derivare dai cosiddetti “usi civici”, che altro non sono se non un articolo della Legge regionale dell’agosto 2007 che prevede per i comuni calabresi di rivendicare i terreni di loro pertinenza se non sono dimostrabili proprietà diverse. Verrebbe a concretizzarsi in tal modo il progetto del “polo giudiziario” suggerito da qualcuno e fatto proprio acriticamente dall’amministrazione comunale, dimostrando implicitamente di aver bocciato quelle altre soluzioni tese a realizzare il rilancio di Catanzaro. Tra queste quella di una economia asfittica che contemplava la destinazione dell’ex ospedale che al suo interno contiene il bellissimo chiostro dell’Osservanza, autentico gioiello del XV secolo articolato in un corpo centrale e alcuni corpi di fabbrica autonomi; ma anche ampi cortili e giardini offrendo la possibilità di realizzare vari accessi e parcheggi.
Sarà comunque il consiglio comunale a dire l’ultima parola dopo che saranno valutate le iniziative per consentire alla città una ripresa anche ripopolando il centro storico di giovani e dando così un aiuto tangibile all’economia che sta attraversando una fase critica che qualcuno ha definito di pre agonia.
Sorretti dalla presunzione di conoscere il modo di agire dei nostri governanti, si ha la ragionevole certezza che l’ex ospedale sarà certamente destinato ad ospitare gli uffici della Procura della Repubblica. Rimane la speranza che non venga accantonato il progetto di realizzare una casa dello studente in centro, magari destinando una delle tante caserme, oggettivamente sovradimensionate rispetto agli organici rimasti, sapendo peraltro che l’Università è disponibile ad assumersi l’impegno di spesa per le opere murarie relative alla ristrutturazione. Spes ultima dea.
*giornalista