COMUNALI 2016 | E Sgarbi già provoca: «Bronzi a Cosenza»
COSENZA Il neo sindaco Mario Occhiuto non è stato neppure proclamato, ma le prime dichiarazioni dell’assessore in pectore Vittorio Sgarbi iniziano a creare imbarazzo. «Il mio primo atto di assessore…

COSENZA Il neo sindaco Mario Occhiuto non è stato neppure proclamato, ma le prime dichiarazioni dell’assessore in pectore Vittorio Sgarbi iniziano a creare imbarazzo. «Il mio primo atto di assessore della giunta Occhiuto sarà il trasferimento dei Bronzi di Riace da Reggio a Cosenza», ha scritto il critico d’arte ed ex parlamentare sulla sua pagina Facebook. Per Sgarbi i Guerrieri custoditi nel Museo archeologico nazionale dello Stretto sono una specie di ossessione. Già al tempo in cui ricopriva la carica di ambasciatore per le Belle arti per l’Expo aveva ingaggiato un duello rusticano con la Soprintendenza ai beni archeologici calabrese per il trasferimento delle statue a Milano. Battaglia poi finita male (o bene, a seconda dei punti di vista), con i Bronzi che non si mossero dai loro piedistalli antisismici. Ora Sgarbi ci riprova. Con una provocazione, certo, che però potrebbe essere solo l’antipasto alle future polemiche, culturali e non, dell’uomo a cui Occhiuto vorrebbe assegnare la delega alla Bellezza.
BALDANZA E dire che la baldanza di Sgarbi non trova linfa nel risultato delle urne. La sua lista civica, Partito della rivoluzione-Sgarbi, si è classificata ultima nella coalizione a sostegno di Occhiuto con un misero 0,59%, pari a 238 voti. I cosentini hanno regalato un risultato quasi plebiscitario al sindaco uscente ma non hanno altresì premiato la sua scelta di puntare su Sgarbi. Che, dal canto suo, ha già disegnato scenari extracalabresi per il trionfatore delle elezioni. «Mario Occhiuto – ha detto – è la rivoluzione della politica. I cittadini sanno e scelgono e Occhiuto potrebbe essere il prossimo leader del centrodestra. La politica è scegliere il buono, il bene e il giusto. E poi, in un posto complicato come il Meridione e Cosenza, una vittoria così popolosa testimonia che i cittadini ragionano». Un’affermazione che, ovviamente, vale anche nel suo caso.
p. bel.