COMUNALI 2016 | “Impresentabili” fuori dai Consigli
LAMEZIA TERME Restano fuori dai consigli comunali i due candidati calabresi inseriti dalla Commissione parlamentare antimafia nella lista dei 14 “impresentabili”. Carmelo Bagnato, candidato a Scalea…

LAMEZIA TERME Restano fuori dai consigli comunali i due candidati calabresi inseriti dalla Commissione parlamentare antimafia nella lista dei 14 “impresentabili”. Carmelo Bagnato, candidato a Scalea con la lista “Per la tua citta’”, ha ottenuto 56 voti. Nonostante la vittoria del candidato a sindaco Gennaro Licursi, Bagnato, finito nella lista dell’Antimafia per una condanna per bancarotta fraudolenta, non entrerà in consiglio. Solo 22, invece, le preferenze raccolte da Alessandro Codispoti a San Sostene. Il candidato nel maggio scorso è stato condannato in appello a 4 anni per reati in materia di stupefacenti.
IL CASO PLATI’ Platì, centro della Locride considerato ad alta densità mafiosa, era stato messo sotto osservazione dalla Commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Rosy Bindi, che ha dedicato un “focus” a questo comune nella “Relazione sulla situazione dei comuni sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso o sottoposti ad accesso” approvata il 31 maggio scorso. In particolare nella Relazione si legge che il candidato sindaco Rosario Sergi – che oggi è risultato il vincitore – dagli atti di indagine risulta avere «rapporti di affinità con esponenti del vertice della cosca Barbaro, tanto con la frangia denominata “Castanu” che con quella denominata “Nigru”». In particolare – scrive l’Antimafia – tra i rapporti per vincolo di affinità rientra Francesco Barbaro, il capostipite, condannato per sequestro di persona a scopo di estorsione per l’omicidio del comandante della stazione dei carabinieri di Platì, il brigadiere Antonino Marino, ucciso a Bovalino nel 1990. E ancora, tra i rapporti per vincolo di affinità vi sono i fratelli Barbaro “Nigru”, «alcuni dei quali condannati per gravi reati e sottoposti, in passato, alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale». Infine, l’Antimafia rileva che dagli atti acquisiti risulta che Sergi ha organizzato la manifestazione che si è tenuta il 29 marzo di quest’anno, in dissenso con alcune dichiarazioni dell’onorevole Marco Minniti. A quella manifestazione, erano presenti circa cento persone, tra cui numerosi esponenti di famiglie di ‘ndrangheta operanti nel territorio.
SERGI «LE ISTITUZIONI CI STIANO VICINE» Dal canto suo il neo sindaco di Platì, nel giorno della sua elezione parla ed esprime il suo punto di vista su criminalità e politica: «E’ giusto che di Plati’ si parli anche per altro. La criminalità esiste a Platì come in altre parti d’Italia. Che sia più o meno organizzata ce lo chiariscono le inchieste. Bisogna parlare di Platì anche per le esigenze della comunità».«Abbiamo necessità – aggiunge – di avere vicine le istituzioni e la politica per poter realizzare quei progetti minimi che servono per rendere vivibile questo nostro comune. Quindi faccio un appello a tutte le forze politiche ed alle istituzioni perché in questo momento ci stiano vicino e ci aiutino ad andare avanti. In questo, anche le vicende di questi giorni ci serviranno sicuramente da stimolo per fare bene e fare meglio. Ringrazio i miei concittadini che con la loro partecipazione al voto hanno fatto si’ che ci sia stata l’elezione di un’amministrazione necessaria per la nostra comunità».
SAN LUCA NON VOTA Ma se a Platì, dopo 10 anni, un sindaco è stato eletto, continua invece il calvario nel vicino comune San Luca, anche questo posto sotto attenzione dall’Antimafia, e sciolto nel 2013 per presunte infiltrazioni mafiose. Domenica non si è votato per la mancata presentazione di liste. Già lo scorso anno il tentativo di dare un’amministrazione al paese, diventato tristemente noto come il “paese dei sequestri” e, più recentemente, per la faida tra le cosche Pelle-Vottari e Nirta-Strangio culminata con la strage di Duisburg del 15 agosto 2007 con 6 morti, era fallito. Allora, infatti, si presentò una sola lista ma non fu raggiunto il quorum. Ed allora si va avanti con i commissari.