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Cardiochirurgia Catanzaro, il M5S denuncia: sicurezza a rischio

CATANZARO «Non è più possibile mentire ai pazienti e ai cittadini calabresi. Sulla sicurezza della Cardiochirurgia del policlinico universitario, la relazione della commissione dell’Asp di Catanzar…

Pubblicato il: 29/07/2016 – 10:58
Cardiochirurgia Catanzaro, il M5S denuncia: sicurezza a rischio

CATANZARO «Non è più possibile mentire ai pazienti e ai cittadini calabresi. Sulla sicurezza della Cardiochirurgia del policlinico universitario, la relazione della commissione dell’Asp di Catanzaro conferma le gravissime criticità evidenziate dall’omologa dell’Asp di Crotone, a partire dalla mancanza della terapia intensiva dedicata. Stiamo preparando un esposto penale con atti specifici, che consegneremo al procuratore Nicola Gratteri. Oggi abbiamo invece presentato una nuova interrogazione, rivolta ai ministri vigilanti e al ministro dell’Interno, rispettivamente chiedendo la revoca degli incarichi commissariali per Massimo Scura e Andrea Urbani e di verificare l’esistenza dei presupposti per l’accesso agli atti dell’azienda ospedaliero-universitaria in questione». Lo dichiarano i deputati M5S Dalila Nesci, Paolo Parentela e Federica Dieni, che aggiungono: «In questa vicenda c’è stata una pantomima squallida, con la complicità del governo nazionale. Per troppo tempo, tra coperture e falsità, è stata volutamente messa in pericolo la salute dei pazienti. Come ha significato il dg del dipartimento regionale di competenza, il professor Riccardo Fatarella, i commissari Scura e Urbani non hanno voluto portare a compimento il necessario adeguamento del reparto nel rispetto delle normative».
«Non vi è più alcun dubbio – evidenziano i tre parlamentari 5 stelle – che la struttura non ha la terapia intensiva dedicata ai pazienti cardiochirurgici, come ribadito dal dg Fatarella obbligatoria per legge. Non vi è più dubbio sul fatto che gli interventi eseguiti nella struttura sono ben inferiori alla normativa e che la stessa, come raccontato dal professor Fatarella, chiude il venerdì e non fa urgenza, se non sotto molte insistenze».
«Abbiamo fatto il nostro dovere – concludono Nesci, Parentela e Dieni – denunciando ogni volta i fatti e seguendo le verifiche nell’interesse esclusivo dei pazienti. Ulteriori elementi daremo in un’apposita conferenza stampa, sfidando da subito quei politici ritenuti in odor di ‘ndrangheta che, col pretesto del campanilismo, hanno giustificato la violazione delle leggi e il mantenimento di una struttura insicura e inefficiente».

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